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La Francia abroga il Code Noir di Luigi XIV, la legge che classificava le persone come proprietà. Se ne ricorda 178 anni dopo aver abolito la schiavitù. Questa volta all'Assemblea nazionale sono stati tutti d'accordo, dell'estrema destra di Marine Le Pen alla sinistra radicale di Jean-Luc Mélenchon. Il Code Noir, in base al quale gli schiavi potevano essere picchiati, violentati e uccisi perché "proprietà" dei padroni e non uomini e donne titolari di diritti, sparisce dalla Storia. Il parlamento transalpino si è espresso all'unanimità per cancellarlo: 254 voti a favore e nessun contrario. La legge era stata firmata nel 1685 dal Re Sole, quello di "L'Etat c'est moi", "Lo Stato sono io". Codificava il trattamento degli schiavi nelle colonie francesi.
Secondo i giornali francesi si tratta di un passo importante nel riconoscimento del ruolo di Parigi nella schiavitù e può aprire la strada a possibili risarcimenti, un'ipotesi avanzata la settimana scorsa dal presidente Emmanuel Macron che ha affermato che il codice "non sarebbe mai dovuto sopravvivere all'abolizione della schiavitù", nel 1848. "Il silenzio, persino l'indifferenza, che abbiamo mantenuto per quasi due secoli nei confronti di questo Codice Nero non è più una svista. È diventato una forma di reato", ha aggiunto.










