Dopo giorni di esitazione, l’Unione europea ha deciso di respingere formalmente la proposta di subentrare agli Stati Uniti come principale mediatore tra Ucraina e Russia, ma lascia la porta aperta alla possibilità di partecipare ai prossimi negoziati.

La questione è stata affrontata negli ultimi giorni a Cipro, dove si è svolta la riunione informale dei ministri degli Esteri dell’Unione. A presiederla, l’Alta rappresentante Ue, Kaja Kallas, che pochi giorni fa si era autocandidata al ruolo di mediatrice e che giovedì 28 maggio ha definito «una trappola» subentrare al ruolo che la Casa Bianca ha avuto fino ad ora nelle trattative tra Russia e Ucraina (Kallas ha avuto un nuovo incidente diplomatico: ha accusato gli Usa di aver abbandonato la loro ambasciata a Kiev, una notizia che si è poi rivelata del tutto priva di fondamento).

L’Europa sfida il Cremlino: «Minacce inaccettabili, resteremo tutti a Kiev»

Il problema di trovare un mediatore europeo è diventato urgente negli ultimi giorni, da quando cioè la Casa Bianca ha annunciato la sua intenzione di ritirarsi almeno temporaneamente dai negoziati tra Ucraina e Russia. Un ritiro a cui è seguita l’apertura fatta dal presidente russo, Vladimir Putin, sulla possibilità di trattare con un mediatore europeo – possibilità che il Cremlino aveva sempre nettamente escluso, con toni anche dispregiativi.