La prospettiva europea di avviare un dialogo diretto con la Russia per porre fine alla guerra in Ucraina si allontana, mentre Mosca minaccia di colpire le ambasciate a Kiev e i ministri degli Esteri dell'UE si riuniscono a Cipro.
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L'idea di avviare colloqui diretti, presente a fasi alterne sull'agenda politica da gennaio, ha guadagnato slancio all'inizio di questo mese dopo che il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha chiesto agli europei di nominare un inviato speciale.
L’appello ha portato alla circolazione di vari nomi per questo incarico ad alto rischio, tra cui il presidente finlandese Alexander Stubb, il presidente del Consiglio europeo António Costa, l’ex premier italiano Mario Draghi e l’ex cancelliera tedesca Angela Merkel.
La discussione però ha preso una nuova piega dopo i massicci attacchi aerei russi del fine settimana, che hanno distrutto edifici residenziali, supermercati, scuole e infrastrutture energetiche in tutta Kiev. Nell'attacco, che ha provocato vittime, è stato utilizzato anche un missile balistico ipersonico Oreshnik.






