Martedì a Roma la presentazione di “Siamo stati iscritti al PCI”, il libro-dialogo del direttore Claudio Velardi e Chicco Testa. Tra memoria e disincanto, un confronto serrato sulla sinistra italiana con il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, Paolo Mieli, Claudio Petruccioli, i saluti di Giorgio Spaziani Testa e la moderazione di Myrta Merlino.

Pubblichiamo la lettera inviata dal ministro Guido Crosetto.

Caro Claudio, caro Chicco,

purtroppo, oggi, per improrogabili impegni di lavoro dovuti alla difficile situazione internazionale che stiamo vivendo, non potrò essere con voi a presentare il bel libro che avete scritto insieme, a due voci, “Siamo stati iscritti al Pci”, libro che riporta anche una mia prefazione, che mi avete fatto l’onore di chiedere e che ho scritto con grande piacere. Mi avrebbe stimolato discuterne con i vostri illustri ospiti, dal sindaco di Roma Roberto Gualtieri, al direttore Paolo Mieli e a Claudio Petruccioli, e li saluto tutti con affetto. “Le parole sono importanti!” diceva (anzi, urlava) un regista di sinistra, Nanni Moretti. E voi ne avete scritte molte di belle e di utili. In particolare, mi è molto piaciuto lo slogan che avete usato e che fa da filigrana al vostro libro (“Non rinnego, ma non rimpiango”). Eravamo, quando il Pci esisteva, nella Prima Repubblica, su fronti opposti: voi comunisti, io (e molti altri, nel Paese) democristiani. Poi, c’erano azionisti, liberali, repubblicani, socialisti, missini.