Risoluzione desiderata:
Si va in appello, il capo d’imputazione è la corruzione in atti giudiziari
Fa una certa impressione due anni dopo il suo funerale e sedici dopo la telefonata alla questura con cui disse che Ruby era la nipote di Mubarak, sentire ancora in un’aula del tribunale di Milano più volte il nome di Silvio Berlusconi che, tra parentesi, è uscito dalla saga dei processi Ruby con una doppia assoluzione.Caso Ruby ter, processo d’appello, ventidue imputati, praticamente tutte le ragazze del bunga bunga alias Olgettine, sembrava archeologia giudiziaria, tutti assolti tre anni fa in primo grado ma la procura ha presentato ricorso per saltum, pratica rarissima, e la Cassazione ha riaperto il caso.
I nuovi sviluppi
Si va in appello, il capo d’imputazione è la corruzione in atti giudiziari, Berlusconi avrebbe pagato le ragazze, soldi e case, per edulcorare le testimonianze sulle notti di Arcore, niente sesso, solo cene eleganti per rilassarsi dopo una settimana a palazzo Chigi. L’altro reato ipotizzato, la falsa testimonianza, è caduto in prescrizione. Jacopo Pensa, avvocato di Ruby che nel frattempo è diventata mamma di due bambini e oggi è rimasta a Genova, è il decano di questo processo.Gli avvocati vorrebbero sentire i testimoni a cui avevano rinunciato in primo grado dopo un’ordinanza del tribunale che di fatto aveva istradato il caso verso l’assoluzione. Di fatto, ricomincerebbe il processo da zero. In aula le Olgettine non ci sono, unica ex ragazza che è venuta a vedere il suo giudice è Miriam Loddo.












