Milano, 28 maggio 2026 – Sedici anni dopo le prime indagini (nella notte tra il 27 e il 28 maggio del 2010, Kharima El Mahroug venne portata in Questura a Milano per un furto e indicata da Silvio Berlusconi come “la nipote di Mubarak”, ndr) nuovo capitolo del Ruby Ter per ricostruire le condotte delle ragazze e verificare se si possa configurare la “corruzione in atti giudiziari” contestata alle giovani che avrebbero partecipato alle serate di Arcore, allora residenza di Silvio Berlusconi.

Al via infatti oggi, giovedì 28 maggio - davanti ai giudici della seconda sezione della Corte d’Appello di Milano presieduta da Enrico Manzi - l’appello del processo dopo che la Corte di Cassazione ha annullato con rinvio la sentenza pronunciata dal Tribunale di Milano che nel 2023 ha assolto gli imputati per corruzione in atti giudiziari, falsa testimonianza e riciclaggio “perché il fatto non sussiste”.

Manca la figura attorno alla quale è ruotata tutta la vicenda, Silvio Berlusconi (morto il 12 giugno 2023), assolto dall'accusa di avere corrotto i testimoni, il cui ruolo sarà comunque al centro delle ricostruzioni di accusa e difesa. E non ci sarà nemmeno Ruby mentre è in dubbio la partecipazione di qualcuna delle donne che frequentavano le serate ad Arcore e vivevano nelle residenze di via Olgettina messe a disposizione dal premier.