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6 MARZO 2026

Ultimo aggiornamento: 16:17

Sembra un déjà-vu, ma non lo è, il caso Ruby torna in un’aula di giustizia dopo quasi 16 anni con un rischio prescrizione incombente. È stato fissato per il 28 maggio, davanti alla seconda sezione penale della Corte d’Appello di Milano, il nuovo processo d’appello sul caso Ruby ter a carico di 22 imputati, tra cui Karima El Mahroug – l’allora ragazzina di 17 anni spacciata per nipote del defunto presidente egiziano Moubarak – e le le giovani donne ospiti delle cene eleganti, organizzate dall’allora premier Silvio Berlusconi, e l’ex legale di Ruby e con al centro l’accusa di corruzione in atti giudiziari. Imputati che nel febbraio 2023 erano stati tutti assolti, il leader di Forza Italia compreso (poi morto il 23 giugno successivo), dal Tribunale di Milano.

I pm Tiziano Siciliano (ora in pensione) e Luca Gaglio, poi, avevano fatto ricorso direttamente in Cassazione, che ha disposto il nuovo processo in appello (presidente del collegio Enrico Manzi). C’è stato un “vizio”, un errore giuridico “che ha inficiato l’intero ragionamento” nella sentenza di assoluzione, ha scritto la Suprema Corte nelle motivazioni depositate nel gennaio 2025, più di un anno fa.