Genova – Appena si entra nella nuova area colloqui all'aperto della casa circondariale di Pontedecimo si viene subito travolti dal profumo del gelsomino, le cui piante circondano l'intero spazio. Profumo a cui si aggiungerà quello dei dieci ciliegi piantati nell'area, che insieme al gazebo creeranno zone d'ombra. E poi ci sono i giochi per i bambini, realizzati interamente in plastica riciclata. E proprio per sottolineare il legame profondo tra questo luogo e le famiglie, a tagliare il nastro questa mattina sono state tre detenute, mamme di diciotto figli (otto, sei e quattro). Ma il progetto, realizzato col sostegno di Timossi Beverage & Food Solution, azienda leader nella distribuzione e logistica, nell'ambito della campagna Ortofrutteto Solidale Diffuso di AzzeroCO2 e Legambiente, ha anche il profumo delle duecento piante di lavanda messe a dimora in un'area all'interno dell'istituto: grazie alla fornitura di un estrattore per la produzione di oli essenziali, il lavandeto sarà al centro di un progetto formativo realizzato dall'associazione Seconda Chance.

«Iniziative come questa rappresentano per noi un modo concreto di interpretare la sostenibilità come creazione di valore per il territorio e per le persone - ha spiegato Barbara Sanna, responsabile Pubbliche Relazioni e referente Esg del Gruppo Timossi - Come azienda, siamo sempre più orientati a integrare in modo strutturato nelle nostre strategie i principi Esg - ambientali, sociali e di buona governance -, promuovendo progetti capaci di generare impatti positivi e duraturi. Crediamo che il ruolo delle imprese sia anche quello di contribuire attivamente alla crescita delle comunità ed è in questa direzione che continuiamo a impegnarci, affiancando all’attenzione per la tutela dell’ambiente uno sguardo responsabile alla dimensione sociale della sostenibilità». «Con la Campagna Ortofrutteto Solidale Diffuso, promuoviamo la cura della natura come strumento di inclusione e rigenerazione, sia per gli spazi che per le persone. Il progetto coniuga infatti integrazione sociale e attenzione alla biodiversità, mettendo in relazione competenze e valori per produrre un impatto reale sul piano umano, ambientale ed economico - ha commentato Nicola Merciari, Responsabile commerciale dell’area sostenibilità di AzzeroCO2. - Nella Casa Circondariale di Genova Pontedecimo, questo principio si è tradotto in un intervento che agisce in modo sinergico sulla crescita professionale e sulla sfera personale dei detenuti. Insieme abbiamo trasformato alcuni spazi dell'istituto in luoghi che favoriscono l'acquisizione di nuove competenze e proteggono il tempo dedicato alla famiglia. È così che la rigenerazione fisica diventa un tassello di un percorso per la reintegrazione sociale delle persone». «L’iniziativa inaugurata oggi incarna pienamente la finalità rieducativa della pena e il valore di un carcere capace di dialogare in modo virtuoso con il territorio - spiega Paola Penco, direttrice della Casa Circondariale di Genova Pontedecimo - Per un verso, il progetto del lavandeto offre uno strumento concreto di formazione e riscatto professionale, insegnando il valore della cura e restituendo dignità attraverso l'acquisizione di nuove competenze; per un altro, la riqualificazione dell'area colloqui all'aperto risponde a un'esigenza per noi essenziale: tutelare i legami affettivi e il diritto alla genitorialità, garantendo ai bambini uno spazio verde, accogliente e sereno in cui poter incontrare le proprie madri. Quando il rispetto per l'ambiente si sposa con l'impegno sociale, e la rete delle imprese e dell'associazionismo sceglie di varcare concretamente le mura penitenziarie, la rigenerazione degli spazi diventa la metafora perfetta di un'autentica opportunità di rinascita umana e di investimento per il futuro dell'intera comunità». «Spesso, quando si parla di progetti che uniscono sostenibilità ambientale e attenzione al sociale, si rischia di fermarsi al valore simbolico delle iniziative - aggiunge Fabio Gregorio, consigliere comunale delegato dalla sindaca a partecipare all'inaugurazione - In questo caso, invece, siamo davanti a qualcosa di concreto, che può incidere davvero sulla vita delle persone e creare opportunità reali di crescita e futuro. Questo progetto dimostra che il carcere non deve essere considerato soltanto un luogo di pena, ma un luogo in cui si costruiscono percorsi, relazioni e possibilità. È un lavoro importante che la Casa Circondariale di Pontedecimo porta avanti ogni giorno grazie all’impegno della sua direzione e di tutto il personale, che desidero ringraziare sinceramente. È fondamentale che il carcere non resti separato dal tessuto del territorio, ma continui a dialogare con la città, con le imprese, con le associazioni e con la comunità. Per questo è importante che aziende come Timossi, AzzeroCO₂ e altri partner scelgano di investire in progetti di questo tipo, creando reti positive tra il mondo produttivo, il territorio e le persone. Solo così possiamo costruire occasioni concrete di reinserimento e dare nuove opportunità a chi, dopo la detenzione, cerca una seconda possibilità. Per iniziative come questa, l’Amministrazione comunale sarà sempre al fianco della direzione del carcere, delle aziende e di tutti i soggetti che scelgono di investire in percorsi capaci di generare valore sociale, ambientale e umano per tutta la comunità».