Chi si rivede! Sulla copertina del nuovo numero de L’Espresso c’è Francesco Tullio Altan, che i lettori ricorderanno come storico collaboratore del nostro giornale. Il decano degli illustratori italiani gioca con una piccola Pimpa mentre le macchie rosse della amatissima cagnetta dilagano su tutta la copertina. Sorride, Altan, ma chiede “Cosa avete da ridere?”. E l’inchiesta firmata da Beatrice Dondi spinge la sua domanda ancora più in là: di cosa si ride oggi? Perché si fa ironia su tutto ma non sul potere? Che fine ha fatto la satira? Mentre Gianfrancesco Turano fa il punto sulla crociata di Donald Trump contro i comici televisivi, è lo stesso Altan a spiegare, in un’intervista a Fabrizia Ferrazzoli, che oggi «spostare il modo di vedere le cose è difficile perché non c’è più un punto di vista, e allora cosa sposti? Sposti l’aria».L’evento della settimana è l’enciclica di papa Leone dedicata all’intelligenza artificiale: ne scrive Sabina Minardi, mentre il direttore Emilio Carelli nel suo editoriale spiega l’importanza di questo manifesto contro la resa culturale davanti alla tecnologia. Le pagine di politica invece analizzano i risultati elettorali, con la delusione della sinistra (nei commenti di Enrico Bellavia e Sebastiano Messina) e il disorientamento della destra: Massimiliano Panarari si sofferma sul successo di Vannacci, Marco Antonellis rivela come Meloni prema per le elezioni anticipate.Con l’avvicinarsi del 2 giugno, però, L’Espresso torna alla notte del referendum che scelse la Repubblica: e lo fa con un articolo inedito di Ugo Zatterin, grande del giornalismo che nel 1946, da giovane cronista dell’Avanti, visse in prima persona l’entusiasmo per la vittoria ma anche la paura di un golpe da parte di monarchici e fascisti delusi. Torna agli anni Quaranta anche Marco Tullio Giordana, per raccontare i sorprendenti retroscena che lo legano all’ultima, scandalosa lettera scritta dal gerarca fascista Alessandro Pavolini alla sua amante, la diva del cinema Doris Duranti. E per ricordarci che il fascismo non è solo un tema da libri di storia, Loredana Lipperini elenca nella sua rubrica Ben Gvir, Orbán e Vox, il partito di estrema destra spagnolo che diventa sempre più influente.Gennaro Tortorelli intervista Alaa Faraj, il giovane libico accusato ingiustamente di essere uno scafista che è appena tornato in libertà: sta per sposarsi e spera in una revisione del processo e in un futuro da allenatore. E dal mondo dello sport arriva l’inchiesta di Margherita Abis sulla miopia delle federazioni davanti alle denunce per abusi sessuali.Gabriella Simoni si immerge nel mondo fatto di rabbia, violenza ed emarginazione delle teenager, immigrate o fidanzate di immigrati, che si fanno chiamare “maranzine”, mentre Franco Corleone spiega perché per contrastare la violenza giovanile non serve la forza della legge ma quella dell’aggregazione sociale. Si parla di povertà (Giuseppe De Marzo), di lotta contro gli allevamenti intensivi (Diletta Bellotti), di malasanità (Giulia Vasta). Francesca Barra firma invece un ritratto di Maria Chindamo, scomparsa dieci anni fa in Calabria dopo aver rifiutato di cedere i suoi terreni a membri della ‘ndrangheta.L’Economia apre con un’inchiesta di Gloria Riva che appassionerà tutti gli amanti delle motociclette: un consorzio internazionale di cui fa parte L’Espresso (con Le monde, El Pais, Der Spiegel e altri grandi giornali europei) ha scoperto il trucco con cui le enduro Ktm aggirano le norme antinquinamento dell’Eu, aumentando la potenza ma mettendo a rischio la copertura assicurativa. Vittorio Occorsio racconta le richieste degli imprenditori riuniti nell’assemblea di Confindustria; Carlo Cottarelli analizza limiti e rischi del Piano Casa su cui lavora il Parlamento; e Marco Montemagno spiega come l’Intelligenza artificiale sta “facendo carriera” nella gestione della nostra vita professionale, passando da segretaria ad assistente operativa.In Grecia scoppia uno scandalo per un raggiro sui fondi europei per l’agricoltura, una gigantesca frode che coinvolge il massimi livelli della politica (ne scrive Federica Bianchi). In Africa le pressioni per la restituzione delle opere d’arte rubate durante il colonialismo si fanno sempre più influenti (di Vincenzo Giardina). Dal Libano, Gaja Pellegrini-Bettoli intervista il comandante dell’Unifil Diodato Abagnara, mente l’album curato da Tiziana Faraoni sceglie le immagini più drammatiche delle vittime degli attacchi israeliani nel Sud del Paese.Da Gaza, Engy Abdelal torna sul “genocidio delle donne” denunciato sul numero scorso de L’Espresso aggiungendo storie di orfane, di vedove, e delle oltre 12.500 donne uccise dagli indiscriminati bombardamenti israeliani. Gabriele Nunziati invece rivela come la potente lobby di Tel Aviv che preme sulla Unione europea, mentre la Corte penale internazionale indaga sull’Idf per crimini di guerra, sia formata in gran parte da ex militari. E il famoso economista Jeffrey Sachs spiega a Manuela Cavalieri e Donatella Mulvoni perché l’alleanza tra Usa e Israele si sta rivelando sempre di più un abbraccio fatale per gli statunitensi.E L’Espresso chiude con una rassegna dei film che verranno (di Giuseppe Fantasia) e sui grandi titoli del passato raccolti da una grande mostra a New York: ne scrive Fabio Ferzetti, che racconta anche le polemiche per il festival che porta film italiani in Israele. Emanuele Coen spiega perché in discoteca ormai ci si va di giorno, Paolo Di Paolo raccoglie un gruppo di romanzi sulle dittature in Sudamerica, Sofia Petti presenta la Biennale d’arte della Val Gardena. E la regista afgana Shahrbanoo Sadat spiega a Claudia Catalli perché la resistenza contro i talebani passa anche attraverso una "semplice" storia d’amore a Kabul.