Con quel suo ciuffo biondo, il nasone rosso e le immancabili dita artigliate è uno dei protagonisti «più ingombranti» degli ultimi tempi. Non può che iniziare da Trump questa chiacchierata con Altan, con il quale si inaugura la collana di satira in regalo da domani con Repubblica. Per ripercorrere, attraverso le vignette che in cinquant’anni hanno fatto la storia del giornale, anche la storia del nostro Paese.
Altan, per i lettori lei ormai è un’istituzione: ma quando ha cominciato a disegnare per “Repubblica”?
«In realtà ho iniziato nei primi anni Ottanta con Satyricon di Forattini, l’inserto settimanale che è andato avanti per un bel po’, e poi all’inizio degli anni Duemila ho proseguito la mia collaborazione anche per le pagine del quotidiano».
Erano i tempi della prima Repubblica: infatti nelle sue vignette si riconoscono subito Andreotti, Craxi…
«Sì, erano quegli anni lì: Forattini ci telefonava e dava il tema della settimana, per cui ogni numero aveva molte versioni dello stesso argomento».






