Robotica avanzata, ricerca internazionale e formazione sul campo: sono questi gli elementi al centro dell’esperienza vissuta dagli studenti del Politecnico Alessandro Di Ienno e Francesco Loche, protagonisti della RoboCup Rescue Japan Open, una delle più importanti competizioni internazionali dedicate alla robotica per il soccorso in scenari di emergenza.La competizione si è svolta nei giorni scorsi presso la Shiga Daihatsu Arena di Otsu, in Giappone, dove i due studenti hanno partecipato come membri del team SHINOBI dell’Osaka Institute of Technology. Alessandro Di Ienno e Francesco Loche si trovano infatti attualmente in Giappone per lo svolgimento della tesi di laurea, grazie all’iniziativa di Ateneo della tesi su proposta nell’ambito delle attività del PoliTO Japan Hub. Il loro lavoro è supervisionato dal professor Giuseppe Quaglia, relatore per il Politecnico di Torino, e dal professor Fumitoshi Matsuno, relatore per l’istituto giapponese.Nel corso della RoboCup, il team SHINOBI ha gareggiato con FUHGA4, un robot da soccorso ad alta mobilità progettato per operare in contesti disastrati e ambienti ostili. Il sistema combina cingoli e gambe robotiche per affrontare ostacoli complessi e muoversi su terreni difficili, ed è dotato di un braccio manipolatore in fibra di carbonio e di sensori avanzati, tra cui LIDAR e telecamere termiche, fondamentali per la navigazione autonoma e la mappatura 3D dell’ambiente.All’interno del progetto, Alessandro Di Ienno si è occupato nello specifico dello sviluppo dei sistemi di object detection, mentre Francesco Loche ha lavorato alla progettazione del sistema di presa del robot.Il team SHINOBI ha conquistato il primo posto assoluto nella classifica generale della competizione, ottenendo inoltre il premio “Best in Class Mobility”. A questi risultati si è aggiunto anche il prestigioso “RoboCup Rescue Real Robot League SICE Award”, riconoscimento assegnato dalla Society of Instrument and Control Engineers (SICE) ai team che si distinguono per gli eccezionali contributi tecnologici e di ricerca apportati alla lega.“Le collaborazioni scientifiche che stiamo portando avanti tramite il Japan Hub si confermano estremamente proficue – ha commentato il professor Quaglia in merito al risultato – Sono particolarmente contento che, oltre al progetto di tesi, i nostri studenti abbiano potuto vivere un’esperienza di questo tipo, che contribuirà certamente ad arricchire il loro percorso formativo e personale”.