C’è chi ha progettato un prototipo di dispositivo anfibio, capace di trasportare aiuti, medicinali e il cane da salvataggio in ausilio ai soccorritori durante la ricerca delle persone disperse in caso di alluvioni, fino a chi ha immaginato di trasformare l’interno di un camper all’insegna della sostenibilità e dell’innovazione, dotandolo di comfort, ma anche di mobili originali, come nel caso del riadattamento di un modello di solito usato in farmacia. Poi ci sono programmi che mirano a favorire il turismo lento e quello dei borghi marchigiani. O ancora chi ipotizza interventi nel distretto del calzaturiero, oppure misure di "scudo" digitale per le imprese. E c’è persino chi ha guardato al cielo e ha costruito, durante laboratori pomeridiani, un micro-satellite delle dimensioni di una lattina, integrando in uno spazio ridotto sensori capaci di rilevare pressione, temperature e altitudine, registrare dati su una scheda Sd e poi trasmetterli via radio in tempo reale a una stazione ricevente a terra, anch’essa gestita e monitorata dai ragazzi.
Sono alcuni dei progetti finalisti che, ieri mattina, sono stati celebrati e premiati nella sede di Confindustria Marche, ad Ancona, al culmine dell’annuale edizione di "Learning by doing". Un’iniziativa promossa dai Giovani Imprenditori di Confindustria Marche, in collaborazione con numerose imprese marchigiane, ma anche di Regione, Camera di commercio delle Marche e Ufficio scolastico regionale, che mira a favorire la collaborazione (se vogliamo, un "ponte") tra le aziende, le scuole e le Università di tutto il territorio per elaborare proposte imprenditoriali innovative (e, come visto, estremamente pratiche), condividendo metodologie, strumenti e valori.









