Una stretta nel recupero crediti da parte dell'agenzia delle Entrate-Riscossione: la sostanza? I pignoramenti sul conto corrente dei cattivi pagatori potranno essere effettuati in modo molto più agile e rapido. Nel mirino finiscono cartelle esattoriali lasciate in sospeso, rateizzazioni decadute, imposte non versate e perfino tributi locali o bolli auto rimasti insoluti.La novità più rilevante, come detto, riguarda soprattutto la velocità con cui il Fisco riesce oggi a individuare conti correnti e disponibilità finanziarie dei contribuenti morosi. Grazie all'incrocio digitale delle banche dati e all'utilizzo di strumenti telematici sempre più avanzati, l'agenzia delle Entrate-Riscossione può avviare le procedure esecutive in tempi molto più stretti rispetto al passato.Il Fisco entra nei conti correnti: raffica di "prelievi", cosa sta per accadereL’Agenzia delle Entrate Riscossione (AdE-R) ha avviato una campagna massiccia di pignoramenti sui conti correnti d...Il rischio non riguarda soltanto grandi aziende o debitori milionari. Anche somme relativamente contenute, accumulate nel tempo tra multe, Tari, contributi previdenziali o tasse non saldate, possono trasformarsi in un pignoramento del conto. A essere considerati più esposti sono lavoratori autonomi, professionisti, titolari di partita Iva e piccole imprese che negli ultimi anni hanno dovuto fare i conti con costi in aumento e margini ridotti. Per le aziende, tra le posizioni più a rischio ci sono Iva non versata, contributi arretrati e imposte sui redditi rimaste insolute.Quando scatta il pignoramento, parte delle somme presenti sul conto può essere congelata, con conseguenze immediate sulla gestione delle spese quotidiane e dell'attività lavorativa. Restano comunque alcune tutele previste dalla legge: stipendi e pensioni accreditati sul conto non possono essere bloccati integralmente, ma solo entro determinati limiti.Successione, la sentenza cambia tutto: senza "lista" sei in grossi guaiLa Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 9914 del 17 aprile 2026, ha ribadito un principio importante in materia...Per evitare di arrivare all'azione esecutiva, molti contribuenti scelgono la rateizzazione del debito. Una volta approvato il piano e rispettate le scadenze, l'Agenzia delle Entrate-Riscossione sospende normalmente le procedure di recupero forzato. Importante anche verificare la correttezza delle richieste fiscali: in alcuni casi possono emergere errori negli importi, notifiche irregolari o debiti ormai prescritti. Inoltre, alcune cartelle potrebbero rientrare nelle procedure di rottamazione previste dalla normativa.