L’Agenzia delle Entrate-Riscossione ha avviato in questi giorni una massiccia campagna di recupero crediti che punta a congelare i conti correnti bancari dei grandi debitori. Un’offensiva chirurgica che si concentrerà per il 50% in sole tre regioni. Ecco la mappa del rischio e come funziona la procedura.
I computer dell'anagrafe tributaria hanno attivato i radar e per migliaia di grandi debitori italiani è scattato il conto alla rovescia. L'Agenzia delle Entrate-Riscossione ha infatti avviato in questi giorni di fine maggio 2026 una imponente campagna straordinaria per il recupero forzato dei crediti erariali. L'obiettivo dell'amministrazione finanziaria è quello di far scattare tra i 100mila e i 120mila pignoramenti mirati sui conti correnti bancari entro la fine dell'anno. Questa volta, però, la strategia dello Stato non si muoverà alla cieca lungo la Penisola, ma seguirà una linea d'azione chirurgica concentrata su specifiche aree economiche e geografiche, lasciando fuori i piccoli contribuenti e stringendo il cerchio attorno a chi ha accumulato le pendenze più pesanti.
Perché i debitori di Lazio, Campania e Lombardia sono nel mirino del Fisco Circa il 50% di tutti i blocchi dei conti correnti pianificati per questa operazione si concentrerà all'interno dei confini di sole tre regioni: Lombardia, Lazio e Campania. Questa forte spaccatura geografica risponde a ragioni strutturali ed economiche ben precise: La densità societaria in Lombardia: essendo il cuore economico e produttivo del Paese, la Lombardia ospita la più alta concentrazione di grandi aziende, multinazionali e attività commerciali d’Italia. È qui che si accumulano statisticamente i volumi più alti di omessi versamenti legati all'Iva e alle imposte societarie di rilevante entità. La concentrazione amministrativa e professionale nel Lazio: Roma e la sua regione registrano una densità altissima di grandi studi professionali, enti, società di servizi e holding. In questo territorio, le verifiche del Fisco hanno intercettato le esposizioni debitorie individuali e societarie tra le più pesanti e complesse d'Italia nei confronti dell'Erario. La mole delle entrate non riscosse in Campania: qui l'azione si concentra per rispondere a una storica e nettamente superiore "montagna" di crediti accumulati e mai recuperati negli anni. L'obiettivo in quest'area è spezzare il circuito delle cartelle esattoriali rimaste insolute troppo a lungo. Concentrare le forze e gli ispettori quasi esclusivamente su queste tre aree permette quindi allo Stato di ottimizzare le risorse, andando a caccia di cifre importanti laddove si concentrano i capitali più elevati e le pendenze più gravi.







