L’Agenzia delle Entrate-Riscossione ha avviato una nuova campagna di recupero forzato che punta a bloccare i conti correnti dei grandi debitori. La procedura consente allo Stato di congelare i soldi in banca senza il permesso di un giudice: il contribuente ha poi 60 giorni di tempo per pagare o chiedere le rate prima che il denaro sia trasferito definitivamente.

Quando un cittadino o un'impresa accumula un debito con lo Stato e ignora i successivi solleciti di pagamento, scatta la fase della riscossione forzata. Tra le varie armi a disposizione dell'Agenzia delle Entrate-Riscossione, il pignoramento del conto corrente bancario è senza dubbio la più temuta, a causa della sua capacità di azzerare la liquidità quotidiana in tempi brevissimi. Nel corso del 2026, l'amministrazione finanziaria ha pianificato un forte incremento di queste procedure, prevedendo di avviare tra i 100mila e i 120mila procedimenti esecutivi entro la fine dell'anno. La strategia attuale non mira a colpire indistintamente tutti i contribuenti, ma si concentra in modo mirato sui cosiddetti "grandi debitori", ovvero società, professionisti e privati con posizioni debitorie particolarmente pesanti ed elevate esposizioni finanziarie. Anche dal punto di vista geografico l'azione è circoscritta: circa il 50% dei provvedimenti si concentrerà infatti in Lombardia, Lazio e Campania.