Roma, 28 mag. (askanews) – Nel paese che per anni è stato il simbolo mondiale dell’inverno demografico, qualcosa si muove in senso opposto. La Corea del sud continua a registrare un aumento delle nascite, una tendenza ancora troppo debole per parlare di inversione strutturale, ma sufficiente a farne una strana eccezione nel panorama delle economie avanzate dell’Asia orientale e non solo, dove il declino demografico appare ormai una costante.

Secondo i dati diffusi dal ministero dei Dati e della Statistica, a marzo sono nati in Corea del sud 25.200 bambini, il 19,4 per cento in più rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. E’ il livello più alto per un mese di marzo dal 2019, quando i neonati erano stati 27.049. Il dato conferma una serie positiva iniziata nel luglio 2024: le nascite sono in aumento da 21 mesi consecutivi.

Nel primo trimestre dell’anno i nati sono stati 75.013, con un incremento del 14,8 per cento su base annua. Anche in questo caso si tratta del livello più alto dal primo trimestre del 2019. Il tasso di fertilità totale, cioè il numero medio di figli che una donna dovrebbe avere nel corso della vita, è salito a 0,93 a marzo, con un aumento di 0,15 punti rispetto a un anno prima.