La ricerca oncologica italiana prova a fare un salto di qualità puntando su un’alleanza stabile tra istituzioni, scienza, sanità e società civile. È questo il messaggio emerso dall’evento “Fondazione Airc: verso un Patto per la ricerca”, ospitato il 22 maggio all’Auditorium Testori di Palazzo Lombardia a Milano, dove si sono incontrati rappresentanti del mondo politico, scientifico e sanitario per delineare una strategia condivisa sul futuro della lotta contro il cancro.Al centro dell’iniziativa non solo il ruolo di Fondazione Airc come principale finanziatore privato della ricerca oncologica indipendente in Italia, ma soprattutto la volontà di costruire una governance più integrata capace di accelerare il trasferimento delle innovazioni scientifiche ai pazienti.La Lombardia cuore della ricerca oncologica italianaLa scelta di Milano e della Lombardia come sede dell’incontro non è casuale. La regione rappresenta oggi uno dei principali ecosistemi europei della ricerca biomedica e oncologica grazie alla presenza di Irccs (Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico), università, centri clinici e infrastrutture scientifiche di livello internazionale.Tra il 2016 e il 2023 Airc ha destinato agli enti lombardi oltre 310 milioni di euro, finanziando 2.432 progetti competitivi e sostenendo migliaia di ricercatori. Una quota che rappresenta oltre il 30% dei fondi complessivamente erogati dalla Fondazione a livello nazionale.A rendere la Lombardia un polo strategico contribuisce anche la presenza di Ifom, l’Istituto di oncologia molecolare fondato da Airc, oggi centro di riferimento internazionale per la ricerca sul cancro.Il “Patto per la ricerca” tra istituzioni e scienzaL’obiettivo del convegno è stato quello di avviare un “Patto per la ricerca”, una visione di lungo periodo che coinvolga in modo strutturale istituzioni pubbliche, università, ospedali, imprese, fondazioni e cittadini.“Abbiamo voluto compiere un passo avanti rispetto al passato”, ha spiegato il presidente di Fondazione Airc Andrea Sironi, sottolineando come la fiducia dei cittadini rappresenti il vero motore dell’attività della Fondazione. Un legame confermato anche dai numeri del 5 per mille: oltre 1,8 milioni di contribuenti hanno scelto Airc, generando più di 82 milioni di euro di contributi.Secondo Sironi, questi dati raccontano qualcosa che va oltre il semplice sostegno economico: “Rappresentano una vera alleanza tra ricerca e società”.Fontana: “La forza della Lombardia è fare rete”Nel corso della mattinata il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana ha ribadito l’importanza di consolidare una collaborazione stabile tra tutti gli attori del sistema sanitario e scientifico. Per Fontana, il modello lombardo dimostra come competenze, investimenti e collaborazione possano trasformarsi in risultati concreti per i cittadini, soprattutto sul fronte della prevenzione, della diagnosi precoce e dell’accesso alle cure innovative.A sottolineare il peso strategico del settore è stato anche l’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso. La Lombardia ospita infatti 19 Irccs tra pubblici e privati e, secondo i dati Aifa, concentra oltre il 50% delle sperimentazioni cliniche sui farmaci condotte in Italia.Un comparto che non produce soltanto innovazione sanitaria, ma anche valore economico e occupazionale. La ricerca clinica, infatti, genera a livello nazionale un impatto stimato in circa 2 miliardi di euro e quasi 17mila posti di lavoro.Bertolaso ha ricordato inoltre gli investimenti regionali destinati alla ricerca biomedica: 20 milioni di euro dal Fondo sanitario regionale, ai quali si aggiungono i finanziamenti legati ai progetti Pnrr e al bando ministeriale Ricerca finalizzata 2024.Governance, innovazione e nuove sinergieTra i temi affrontati, anche l’integrazione tra università e centri clinici, gli strumenti innovativi di finanziamento e la necessità di valorizzare il capitale umano.Anna Mondino, direttrice scientifica di Airc, ha ribadito il ruolo della Fondazione come piattaforma strategica per connettere competenze e progetti, mentre Alberto Bardelli, direttore scientifico di Ifom ha illustrato il valore dell’istituto come nodo centrale della rete oncologica sostenuta da Airc.Attorno al tavolo si sono riuniti alcuni dei principali protagonisti della ricerca italiana, dal San Raffaele all’Istituto nazionale dei tumori, da Humanitas allo Ieo fino all’Istituto Mario Negri, con l’obiettivo condiviso di rafforzare le sinergie tra ricerca di base, clinica e innovazione terapeutica.Alla fine dell’incontro c'è un messaggio che emerge: la ricerca oncologica non può più essere considerata soltanto un settore scientifico, ma un investimento strategico per il futuro del paese e il Patto per la ricerca promosso da Airc punta proprio a trasformare questa consapevolezza in una responsabilità collettiva.