La firma del 5 per mille ha la leggerezza di un gesto e il peso di una scelta. L’anno scorso, in Piemonte, 286. 934 contribuenti l’hanno indirizzata verso un solo nome: Candiolo. Le firme d’amore verso l’Irccs, il primo e unico Istituto per la Ricerca e la Cura del Cancro del Piemonte riconosciuto dal ministero della Salute e sostenuto dalla Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro, sono la conferma di un legame che non conosce flessioni. Anzi si rafforza: il sostegno per Candiolo dei cittadini tocca il punto più alto della sua storia: la Fondazione ha incassato 14.314.168 euro, oltre due milioni in più rispetto ai 12,1 milioni dell’anno precedente. Direttore Gianmarco Sala, la Fondazione che lei dirige si conferma seconda in Italia per raccolta del 5 per mille. È un risultato che vi aspettavate? «Questi numeri dimostrano l’amore per il nostro Istituto e la fiducia nella ricerca oncologica: il sostegno attraverso il 5 per mille diventa sempre più decisivo per realizzare nuovi progetti di ricerca e di cura. Siamo secondi in Italia da diversi anni, ma non c’è mai nulla di scontato. E proprio per questo è una bella conferma. L’elemento che quest’anno sottolineo con più convinzione è la crescita del numero di firme, la trovo davvero significativa: sono oltre diecimila le persone in più che hanno scelto di destinare il loro 5 per mille a noi. È un bel dato che racconta la fiducia che c’è nei confronti di Candiolo».
Candiolo e il boom del 5 per mille. Sala: “L’aiuto a 300 ricercatori cambia la vita dei pazienti”
Il direttore della Fondazione per la Ricerca sul Cancro “Senza quelle risorse molti progetti di cura non potrebbero partire”








