Dopo oltre 2,7 miliardi di euro investiti in 60 anni, la Fondazione lancia un appello: serve una strategia condivisa per la ricerca oncologica
La ricerca oncologica italiana continua a crescere sul piano scientifico e dei finanziamenti, ma fatica ancora a tradursi in un sistema pienamente coordinato. È quanto emerso durante l’incontro organizzato da Fondazione AIRC per i suoi sessant’anni di attività. Sessant’anni in cui ha investito in ricerca oltre 2,7 miliardi di euro. Più che una celebrazione dei risultati raggiunti, nonostante ce ne siano tanti, AIRC ha approfittato dell’occasione per invitare al confronto il mondo della ricerca oncologica e delle istituzioni lombarde. Il dibattito ha riguardato la necessità di costruire un «patto per la ricerca» capace di rendere più coordinati investimenti, percorsi di cura e innovazione scientifica.
La proposta del «patto per la ricerca»
Il sistema italiano si basa su una molteplicità di attori che, pur producendo eccellenza scientifica, non sempre lavorano all’interno di una strategia condivisa. Questo rende più complesso il passaggio dalla ricerca di laboratorio all’applicazione clinica, soprattutto in oncologia, dove innovazione terapeutica e tempi di sviluppo sono sempre più rapidi. Il tema riguarda quindi non solo il finanziamento dei progetti, ma soprattutto la capacità di costruire una regia comune che consenta di ridurre sovrapposizioni e rendere più efficiente l’uso delle risorse. «Vogliamo compiere un passo in avanti rispetto al passato», ha spiegato Andrea Sironi Presidente di Fondazione AIRC, sottolineando come l’obiettivo sia non solo garantire continuità ai finanziamenti, ma anche contribuire a orientare la ricerca verso priorità strategiche condivise tra sistema scientifico e sistema sanitario.










