Un tocco e il vocale di Whatsapp parte: “Mi è stato detto della storia della maglietta ste cose devono finire questo io lo stiro”. La voce rauca di Vittorio Boiocchi, capo ultras della Curva Nord, è ben riconoscibile. Maurino Nepi stoppa l’audio. Marco Ferdico ascolta, capisce ma non comprende tanta violenza. La maglietta in questione è la numero 96 nerazzurra, che da sempre sta sulle spalle del difensore Alessandro Bastoni. Sarà il campione a consegnarla direttamente a Ferdico dopo la vittoria in Coppa Italia contro la Juventus. Finale del 2022. “Tieni questa maglietta è per te”, dice Bastoni che gliela consegna allungandosi dal campo dell’Olimpico verso la balaustra dove stanno gli ultras nerazzurri. Ferdico quella maglia se la tiene e non la condivide con la Curva. Il gesto non piace. Perché, come nel mondo mafioso, anche nella realtà criminale della Curva nord i simboli contano ben più della sostanza. Come gli “striscioni che vengono ben prima dei cristiani”. Le parole sono quelle dello stesso Ferdico che ieri ha deposto in aula: Corte d’assise di Milano, a processo per l’omicidio di Boiocchi, 29 ottobre 2022 in via Fratelli Zanzottera, cinque minuti dopo il fischio d’inizio di Inter-Sampdoria. Un sabato di pioggia e nebbia milanese.
"Boiocchi aveva ragione, Beretta non gli dava i soldi". Udienza ultras Inter, i Ferdico's in aula
Al processo per la morte di Vittorio Boiocchi, ucciso nel 2022, ha parlato Marco Ferdico che ha organizzato il blitz contro il capo ultras su commissione di Andrea Beretta










