Pubblicato il: 27/05/2026 – 17:38
MILANO «Io sono completamente colpevole e mi prendo le mie responsabilità di aver commesso l’omicidio, ma Beretta ci ha fatto una testa come un pallone e sapeva tutti i dettagli, anche quelli finali». Davanti alla Corte d’Assise di Milano, Marco Ferdico, ex capo ultrà della Curva Nord interista, ha ricostruito in aula il suo ruolo nell’omicidio di Vittorio Boiocchi, lo storico leader dei gruppi nerazzurri ucciso il 29 ottobre 2022. Ferdico, imputato come “organizzatore” del delitto insieme ad altri quattro, tra cui Andrea Beretta – ex componente del direttivo della Nord, oggi pentito e indicato dall’accusa come mandante – ha ammesso le proprie responsabilità, ma ha provato a ridimensionare o confutare alcuni passaggi della versione resa proprio da Beretta.
La maglietta di Bastoni e le tensioni nella curva
Nel suo esame, Ferdico ha individuato in un episodio apparentemente marginale uno dei momenti decisivi nella rottura con Boiocchi: la maglietta ricevuta da Alessandro Bastoni dopo la finale di Coppa Italia del 2022 vinta dall’Inter a Roma. «Fu fondamentale per la vicenda dell’omicidio la storia di una maglietta che mi diede Bastoni sotto la curva», ha raccontato. Dopo averla tenuta per sé, ha spiegato, sarebbe stato estromesso dalla curva: «Mi avevano detto che Boiocchi ce l’aveva con me per quella maglietta». Secondo Ferdico, a settembre 2022 Beretta gli avrebbe parlato del clima di tensione con Boiocchi: «Mi dice: “Hai visto cosa è successo? Se l’è presa pure con te per la maglietta, a me mi vuole ammazzare e mi ruba i soldi, se non stiamo attenti ci stira tutti e due”». Sempre secondo il suo racconto, Beretta avrebbe aggiunto: «Voglio gente vicino, sono stufo di questo criminale».











