Ferdico a processo da organizzatore del delitto Boiocchi: "Aveva ragione, Beretta gli rubava i soldi"
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«Boiocchi ce l'aveva con me per quella maglietta di Bastoni»: nell'aula della corte d'Assise di Milano Marco Ferdico (nella foto) ha ripercorso la propria storia nella Nord, i dissidi con gli altri capi e il clima che ha portato all'omicidio di Vittorio Boiocchi. Delitto per cui l'ex ultrà interista è a processo come «organizzatore».È stata, ha spiegato Ferdico, «fondamentale per la vicenda dell'omicidio la storia di una maglietta che mi diede Bastoni sotto la curva, dopo la finale del 2022 di Coppa Italia vinta dall'Inter a Roma». Dopo che «la presi mi fecero fuori dalla curva, perché l'avevo tenuta per me, mi avevano detto che Boiocchi ce l'aveva con me». Sull'omicidio, avvenuto a Milano la sera del 29 ottobre 2022, Ferdico aveva già fatto ammissioni. Il mandante è, come ricostruito dai pm Paolo Storari e Stefano Ammendola, Andrea Beretta, anche lui ex del direttivo della Nord, pentito e uno dei cinque imputati. Ferdico, difeso dall'avvocato Jacopo Cappetta, nell'esame ha raccontato che a settembre di quell'anno Beretta, che aveva affiancato Boiocchi nella gestione della curva nerazurra e dei business collegati, «mi dice hai visto cosa è successo? Se l'è presa pure con te per la maglietta, a me mi vuole ammazzare e mi ruba i soldi, se non stiamo attenti ci stira tutti e due». Il 40enne ha voluto però escludere responsabilità del padre Gianfranco, anche lui in carcere e imputato come «organizzatore» del delitto: «Mio padre non ne voleva sapere di questa cosa, disse a Beretta è una cosa grossa, riflettiamoci, andiamoci piano. Si è interessato alla faccenda, ma solo perché era preoccupato per me». Riferendosi sempre al padre, che è stato tirato in ballo nella vicenda da Beretta e che ieri era presente in aula, Ferdico ha detto: «Gli devo chiedere solo scusa».










