Gli olandesi dichiarano guerra alle auto a benzina e diesel. Dopo la controversa decisione di Amsterdam di vietare la pubblicità di auto a combusione interna, spunta una multa, decisamente salata, a carico delle aziende che acquisteranno veicoli termici per le loro flotte.

In particolare, dal primo gennaio prossimo entra in vigore una disposizione che prevede una "penalità sul carburante" per i nuovi contratti di noleggio: le aziende dovranno versare al fisco olandese l'1% del prezzo ufficiale di un'auto a benzina o ibrida, con cadenza mensile e, soprattutto, senza possibilità di addebitarne il costo ai dipendenti. Solo per fare un esempio: un'auto dal prezzo di listino di 30 mila euro costerà all'azienda 300 euro al mese.

L'imposta, denominata Pseudo-eindheffing, di fatto un'imposta aggiuntiva sulle flotte aziendali, è stata varata dal governo con l'esplicito obiettivo di accelerare la transizione verso la mobilità elettrica, ma sta già generando malcontento. L'associazione di rappresentanza delle società di noleggio parla di "importanti conseguenze sulle politiche di mobilità delle aziende" e di "oneri finanziari aggiuntivi considerevoli". Non solo: in Olanda c'è un crescente problema di sovraccarico della rete, con la conseguenza che le aziende non riescono a ottenere allacciamenti e non possono aumentare le loro capacità di ricarica.