La novità è prevista dal decreto correttivo, che interviene sulla tassazione delle auto aziendali e sui fringe benefit. Il testo interviene anche su optional, veicoli assegnati nel 2025 e riassegnazioni ai dipendenti. Nel provvedimento spazio anche a crediti d’imposta, familiari a carico, successioni, cooperative compliance, Iva e forfettari

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Nuove regole in arrivo per la tassazione delle auto aziendali. Secondo quanto anticipato dal Sole 24 Ore, il decreto correttivo della delega fiscale, inizialmente atteso in Consiglio dei ministri il 4 giugno ma ancora in fase di messa a punto, interviene con una doppia linea d’azione: da un lato punta a sciogliere alcuni nodi rimasti aperti dopo la manovra 2025 sui fringe benefit, dall’altro introduce un aumento del 50% del prelievo fiscale sui vecchi modelli diesel e benzina presenti da oltre cinque anni nei parchi auto delle aziende.

Auto aziendali, cosa cambia per fringe benefit e optional

L’obiettivo è disincentivare l’uso aziendale di veicoli datati e potenzialmente più inquinanti, spingendo le imprese a rinnovare le flotte con maggiore frequenza, indicativamente ogni quattro anni. Tra le modifiche più rilevanti c’è la revisione delle regole di tassazione per gli optional non inclusi nella tariffa standard delle tabelle Aci. L’interpretazione delle Entrate avrebbe comportato un aumento del carico fiscale sul veicolo concesso in uso promiscuo al dipendente. Con il correttivo, invece, il valore del fringe benefit sarà aumentato in modo forfettario del 5%. Viene inoltre rivisto il regime fiscale transitorio per le auto prenotate nel 2024 e assegnate nel corso del 2025, come richiesto dalle imprese. In questo modo viene esclusa la possibilità di applicare la tassazione al valore normale ai veicoli assegnati ai dipendenti dopo il 30 giugno 2025. Stop anche a possibili penalizzazioni per le società che riassegnano veicoli già concessi in precedenza ad altri dipendenti.