ROMA - La nuova edizione della Good Tax Guide, lo studio comparativo realizzato dall'organizzazione indipendente Transport & Environment (T&E) su 31 Paesi europei, evidenzia come la maggior parte degli Stati membri dell'Ue, Italia inclusa, non offra ancora incentivi fiscali sufficienti a spingere le aziende verso l'elettrico. In 18 Paesi su 27, il risparmio fiscale garantito a chi sceglie un'auto Bev non basta a compensare il maggior costo iniziale del veicolo rispetto a un modello a benzina, in media 10.650 euro su 4 anni di possesso. In Italia il vantaggio si ferma a 6.753 euro, lasciando le imprese senza uno stimolo economico reale per abbandonare i motori termici.
Il ruolo delle flotte aziendali è decisivo: pur rappresentando il 59% delle nuove immatricolazioni, a causa dei chilometraggi elevati sono responsabili del 78% delle importazioni di petrolio legate alle nuove auto. Per questo la Commissione europea ha proposto un regolamento che punta a elettrificare il 45% dei parchi auto aziendali entro il 2030, lasciando però la responsabilità dei target ai singoli Stati. Paesi come il Belgio e la Francia dimostrano che riforme fiscali incisive funzionano, avendo registrato impennate nelle quote di auto aziendali elettriche. Al contrario, mercati chiave come Germania, Spagna, Italia e Polonia non hanno ancora adottato misure strutturali.











