Ville lussuose in Spagna, conti correnti a Gibilterra, Andorra, Libano, Lussemburgo e isole Cayman: il patrimonio di Giacomo Tamburello, l'uomo che gestiva il narcotraffico per conto di Matteo Messina Denaro era sconfinato. Chi è il fedelissimo di Messina Denaro Un insospettabile negoziante di vestiti di Campobello di Mazara, il paese dell’ultimo covo di Matteo Messina Denaro, riuscito a diventare un narcos di prima grandezza. Entrato e uscito più volte dalle carceri italiane e spagnole, non ha mai rinunciato ai vecchi affari con gli stupefacenti: fino ad oggi, quando i finanzieri, su ordine della Dda di Palermo, si sono presentati a casa della madre dove sconta i domiciliari per notificargli l’ordine di arresto.
Arrestata anche la moglie e il figlio L’ennesimo per Giacomo Tamburello, 71 anni. Stessa misura è stata disposta per l’ex moglie Maria Antonina Bruno e per il figlio Luca, 42 anni, che è ritenuto la vera “mente” più recente di queste maxi operazioni economiche. La contestazione della Procura a tutti e tre gli indagati riguarda l'impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita con l'aggravante di aver favorito la mafia, aggravante che però secondo la gip non sussiste. Giacomo Tamburello ha un passato criminale ben noto. Solo per fare un esempio nel 2021 fu condannato a 12 anni di reclusione nell'operazione “Eden 3”, che aveva al centro un traffico internazionale di stupefacenti all'ombra di Matteo Messina Denaro.L'immenso patrimonio Azioni, fondi, titoli, conti milionari in banche di mezzo mondo, appartamenti e resort extralusso tra Marbella e Malaga e decine e decine di società come la Lujo Family Office, la spagnola Smiley Bubbles la Cinzano Ltd, costituita nel 2011 nelle Isole Cayman. Un tesoro stimato dagli inquirenti in oltre 200 milioni di euro gestito nell'ultimo periodo dal figlio di Tamburello, Luca fresco di studi internazionali in economia, arrestato oggi col padre e la madre.Villa Natacha E' stato lui, con uno spericolato investimento ad acquistare Villa Natacha, a Marbella, in Spagna. Tamburello ha dato fondo a tutte le sue liquidità e ha messo insieme 3milioni a cui due soci hanno aggiunto 300mila euro. «Ho rischiato tutto» diceva, a ottobre del 2025, non sapendo di essere intercettato, mentre progettava di prendere la residenza a Dubai per pagare meno tasse e di spostare 12 chili di oro dal Lussemburgo al Principato di Monaco. Un'operazione, questa, realizzata con l'aiuto di un consulente bancario a Monaco che, per la complessa operazione, aveva scelto la Bemo Bank del Lussemburgo e che alla famiglia Tamburello ha fruttato 2 milioni. «Il tono dell'interlocuzione, la varietà delle opzioni prospettate e la consapevolezza dei costi e delle implicazioni di sicurezza - scrivono i pm - evidenziavano che il trasferimento non rispondeva a una semplice esigenza operativa, ma si inseriva in un processo più ampio di riorganizzazione del patrimonio familiare all'interno di giurisdizioni selezionate per la loro riservatezza bancaria»12 chili d'oro Nell'ambito della inchiesta che ha portato al ritrovamento del 'tesoro' di Matteo Messina Denaro, «sono state individuate 8 società estere, di cui 5 ubicate in Spagna, 2 con sede a Gibilterra e 1 alle Isole Cayman, impiegate prevalentemente come contenitori di investimenti immobiliari e gestione patrimoniale». Sul piano delle disponibilità, «sono stati accertati numerosi rapporti bancari e portafogli titoli, distribuiti in diverse giurisdizioni, per un valore pari a circa 12,5 milioni di euro e con evidenze riferibili anche a epoche risalenti- dicono gli inquirenti - È stata appurata, inoltre, la detenzione di quote di partecipazione di rilevantissimo valore nell’azionariato di un istituto di credito libanese. Al contempo sono state ricostruite operazioni di investimento in metalli preziosi, nella specie oltre 12 Kg di oro, poi confluiti nelle disponibilità finanziarie sottoposte a sequestro. Di straordinario pregio, inoltre, sono gli immobili individuati, 22 in tutto, molti dei quali veri e propri resort di lusso, situati tra Marbella, Benahavis e Puerto Banùs, in alcune tra le località più esclusive della costa del Sol. «E' un'operazione di grande importanza dal punto di vista strategico. Non si tratta solo di individuare e sottrarre a un'organizzazione potente come Cosa nostra una parte importante delle ricchezze accumulate con lo sfruttamento parassitario del territorio, ma si tratta di un'indagine che consente di ostacolare il tentativo di ridarsi un'organizzazione unitaria e onnicomprensiva come quella esisista sino a molti anni fa». Così a Palermo il procuratore nazionale Antimafia, Giovanni Melillo, durante le conferenza stampa convocata dopo il maxi blitz che ha portato al sequestro di 200 milioni di euro, ritenuti il 'tesoro' di Matteo Messina Denaro.










