«Il contrasto al crimine organizzato subisce un danno dall’instabilità del tessuto normativo che genera problemi di coerenza nei programmi investigativi. Ritengo insufficiente, ad esempio, la disciplina sulla circolazione delle intercettazioni perché oggi le informazioni investigative possono circolare per i procedimenti come le ricettazioni ma non, ad esempio, nei casi del riciclaggio mafioso. Si deve stabilire un punto di equilibrio, ma a mio avviso deve essere ragionevole». Lo ha detto il capo della Dna Giovanni Melillo illustrando l’operazione antimafia che ha portato al sequestro di 200 milioni frutto dei traffici di droga di Cosa nostra.«C’è , inoltre,un rilevante problema di uso criminoso delle nuove tecnologie rispetto al quale le indagini fanno fatica nonostante gli sforzi degli investigatori. - ha aggiunto - Servono anche qui quadri legislativi stabili che contemperino i diritti fondamentali degli individui e il contrasto dei fenomeni criminali».«L’indipendenza di pubblico ministero e l’assenza di condizionamenti della Polizia giudiziaria sono essenziali per l’autonomia e nello svolgimento delle indagini», ha aggiunto il procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo,