“Il 6 maggio scorso, dopo una richiesta di confronto per avere chiarimenti sulla prestazione dei servizi nell’ottica dell’alleanza storica tra femministe e professionisti della salute, una delegazione del Collettivo Aurora è stata accolta nel Consultorio di Via Sirleto dalla Responsabile ad interim U.O. Tutela Donna e Infanzia del Distretto socio-sanitario di Catanzaro, assieme al suo staff. A tutte loro va il nostro più autentico e sentito ringraziamento per il tempo messo a disposizione, la professionalità e la generosità delle informazioni analitiche fornite”. E’ quanto afferma il Collettivo Aurora di Catanzaro.
Una situazione drammatica
Che aggiunge: “Gruppi femministi come Riprendiamoci i Consultori, Femin e l’UDI, denunciano da anni la grave situazione in cui versano i Consultori di diversi territori della Calabria. Anche Catanzaro e i suoi cinque Consultori sono stati colpiti da una strategia di svuotamento di personale e attività che si estende oltre i confini regionali. Sappiamo che la Sanità pubblica calabrese è stata devastata da un sistema che spinge sempre più verso la privatizzazione delle cure, schiacciata da un piano di rientro che blocca le assunzioni e che, di fatto, toglie alla popolazione calabrese la possibilità di accedere a esami diagnostici e cure costringendo, chi ha la possibilità economica, a muoversi fuori dalla Calabria. Anche i Consultori Familiari risentono di questa drammatica e generale situazione. Fra i cinque CF presenti sul territorio catanzarese, quello di Catanzaro Lido ha la maggior presenza e varietà delle figure professionali strutturate previste dalla Legge 405 del 1975, mentre il Consultorio di Catanzaro centro (via Fontana Vecchia) ha ormai solo 1 Psicologa e 3 Ostetriche e quelli di Mater Domini, Cropani e Taverna risultano sprovvisti della figura della/del ginecologa/o e, in parte, anche di altre figure professionali che, in un’ottica ottimale, dovrebbero essere stabilmente presenti nelle sedi consultoriali formando un’equipe multidisciplinare che garantisca la presa in carico de* pazient* e la continuità dei percorsi di cura e assistenza. In base all’indagine condotta dal Ministero della Salute nel 2018-2019, in Calabria esiste un CF ogni 29.054 abitanti, un dato ben lontano da quanto richiesto dalla Legge 405 del ’75 di una sede consultoriale ogni 20.000 abitanti. Quando i pochi CF esistenti risultano anche sguarniti di personale, come accade nella nostra regione, il danno alla salute del territorio diventa ancora più profondo”.














