Allentare le sanzioni sull’energia russa sarebbe un "grave errore" da parte dei Paesi europei, ha avvertito in un’intervista a Euronews il direttore dell’Agenzia internazionale dell’energia (AIE), Fatih Birol, mentre l'Unione europea fa i conti con le conseguenze di un secondo shock energetico in quattro anni.
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L’Ue sta valutando misure per attenuare le pressioni sui prezzi che gravano sugli Stati membri a causa della crisi nello Stretto di Hormuz, la rotta da cui transita un quinto delle forniture mondiali di petrolio, dopo che il regime di Teheran ha di fatto bloccato il passaggio lo scorso marzo.
Secondo le stime della Commissione europea, la guerra in Medio Oriente ha contribuito a un aumento del 65 per cento dei prezzi del petrolio. Nel frattempo, i prezzi del gas sono più che raddoppiati. Bruxelles, però, ha escluso in modo netto qualsiasi ipotesi di allentamento delle sanzioni sull’energia russa, anche tramite Paesi terzi.
Birol ha fatto eco a questa posizione, sostenendo che "tornare a bussare alla porta della Russia sarebbe un grave errore", dopo la pubblicazione, giovedì, di un importante rapporto dell’AIE che avverte della "più grande crisi di sicurezza energetica che il mondo abbia mai affrontato".







