Il direttore dell'Agenzia internazionale dell'energia (AIE), Fatih Birol, ha lanciato un severo monito: anche se per ora le forniture internazionali di carburante restano sicure, i più recenti attacchi contro petroliere nei pressi dello stretto di Hormuz mostrano che la dipendenza dell'Europa dalle importazioni di combustibili fossili continua a mettere a rischio la sua economia.

PUBBLICITÀ

"Il mondo intero deve prepararsi al peggiore dei casi che speriamo non si concretizzi, ma dobbiamo davvero essere pronti allo scenario peggiore", ha dichiarato Birol a Euronews riferendosi a un possibile blocco totale dello stretto, attraverso il quale transita il 20 per cento del traffico mondiale di petrolio e gas.

Birol ha confermato i precedenti avvertimenti sui possibili razionamenti di carburante per aerei, respingendo l'accusa di allarmismo e definendoli invece un "campanello d'allarme" per le raffinerie europee e per la politica, chiamate ad adottare rapidamente misure preventive.

"Grazie all'eccellente lavoro dei commissari, dei raffinatori e al sostegno degli Stati Uniti e della Nigeria, ora siamo in grado di riequilibrare i prodotti raffinati. Ma ci aspettano comunque molte sfide se lo stretto di Hormuz non verrà riaperto completamente", ha aggiunto.