Non c'è dubbio che quella che l'Iea non ha esitato a definire la più grande crisi energetica della storia stia lasciando i suoi segni anche in Italia, ancora così dipendente dal gas estero mentre da 3 mesi a questa parte i prezzi al Ttf di Amsterdam sono tornati a ballare. Dall'attacco in Iran il gas Ue è anche raddoppiato, fino a toccare 62 euro a Megawattora a metà marzo. E ancora oggi viaggia su un rialzo che sfiora il 50% (a 46 euro per Megawattora). Non siamo ai prezzi folli del 2022, quando toccarono i 340 euro a Megawattora, ma è inevitabile che un effetto ci sia. Altra cosa è però dire che l'Italia detiene il record delle bollette più care d'Europa. I numeri Su questo va fatta più di una puntualizzazione. Perché non basta guardare il prezzo all'ingrosso dell'energia per pesare le bollette pagate dagli italiani. Ci sono altre voci capaci di compensare positivamente questo maggior costo. E poi ci sono i bonus sociali riconosciuti dall'Arera alle famiglie in condizioni di disagio economico. Al punto che ci sono famiglie che si sono viste arrivare una bolletta perfino negativa in queste settimane.

Il tema è di quelli cari all'amministratore delegato dell'Enel Flavio Cattaneo, che da tempo invoca «chiarezza» su questo tema troppo spesso fonte di «disinformazione». «L'Italia non ha nessun record di bollette più care d'Europa. Germania, Irlanda e Belgio sono più cari di noi», ha spiegato ieri intervenendo agli Stati Generali della Previdenza dei Liberi Professionisti.La verità è nei numeri: «Secondo Eurostat nel 2025 la spesa mensile per cliente con consumi di 2MWh all'anno, quelli di una famiglia tipo, in Italia si è attestata a 59 euro al mese, contro i 57 euro della media dell'area Euro e i 54 della tanto citata Spagna». E basta questo per provare che «chi parla di energia più alta considera i prezzi all'ingrosso». Ma solo le utility e alcune grandi imprese energivore in realtà pagano direttamente quel prezzo. «E sono anche giustamente aiutate per garantire la loro competitività ed evitare il rischio di delocalizzazione». Ma attenzione, «nessun cittadino paga quelle cifre», insiste Cattaneo. Il motivo è nel dettaglio della bolletta che «contiene altre voci, tra cui i costi per le reti elettriche». Costi che in Italia, «sono molto bassi e quindi pesano meno grazie all'efficienza delle infrastrutture», sottolinea ancora l'ad: «Ecco un record di cui non si parla mai. In Italia la tariffa di rete dal 2024 al 2025 è scesa dell'8%, mentre nel resto d'Europa è salita praticamente ovunque».Senza contare poi che, per esempio, «l'80% dei clienti Enel ha prezzo fisso. Per questi clienti la variazione in bolletta dovuta alle tensioni internazionali è stata pari a zero, non ci sono stati aumenti». Inoltre, «aderendo alla possibilità introdotta con il Dl Bollette, Enel ha erogato la componente energia gratuitamente per due mesi a famiglie con Isee sotto 25 mila euro. Una misura che, assieme al bonus, ha permesso a migliaia di famiglie non solo di pagare meno, ma per le categorie già tutelate addirittura per la prima volta nella storia di avere una bolletta complessiva negativa».Questo non vuol dire che l'Italia non abbia molto ancora da fare per attrezzarsi contro le crisi ma anche in vista della fame di energia dei data center così vitali per l'Intelligenza artificiale. «Per rispondere all'aumento della domanda, abbassare il costo dell'energia e aumentare l'indipendenza e la sicurezza serve un mix di generazione equilibrato». Questa è la strada obbligata per Cattaneo. «Si può fare da subito». Partendo per esempio dai «150 Gigawatt di progetti rinnovabili pronti a essere realizzati ma che sono fermi in attesa di autorizzazione. Capisco che in qualche caso possano esserci dei problemi oggettivi, ma è possibile che siano tutti fermi e che in Italia non si riesca a fare nemmeno il revamping degli impianti esistenti?». Il caso unico del repowering dell'idroelettrico bloccato dall'incertezza sulle concessioni - non ci sono altri esempi in Europa - è sintomatico: gli impianti ci sono già ma anche la loro ottimizzazione è un problema in Italia.Guardando al futuro, la soluzione è anche il nucleare, una volta pesati a dovere costi e benefici. «È un bene che il governo stia creando le condizioni per introdurre il nucleare di nuova generazione», per il manager: «Abbiamo dato vita a Nuclitalia che si occupa di studiare la fattibilità dell'introduzione di soluzioni come Smr e Amr in Italia». Va creato però il terreno. «Bisogna capire se si tratta di tecnologie economicamente sostenibili e con quale modello di business», avverte l'ad che pensa anche alle condizioni necessarie «per creare e coinvolgere una filiera nazionale. Solo una volta che avremo queste informazioni sarà possibile prendere decisioni». Nel frattempo conterà l'equilibrio del mix energetico, carbone compreso come cuscinetto. «Gli impianti di Brindisi e Civitavecchia potrebbero essere utilizzati come riserva, per la sicurezza nazionale», chiarisce l'ad di Enel, ma «è evidente che si debbano creare le condizioni regolamentari per andare in questa direzione. Altrimenti queste centrali dovranno essere chiuse come previsto già da anni». Il pensiero è al via libera di Bruxelles già chiesto dal ministro dell'Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, visto che ci sono dei costi di manutenzione che scomodano le regole Ue sugli aiuti di Stato.