L’impennata dei prezzi di petrolio e gas innescata dalla guerra in Iran ha rivelato per l’ennesima volta (e dopo soli quattro anni dall’invasione dell’Ucraina, che ha avuto analoghe ripercussioni) di quanto sia debole sul fronte energetico l’Unione europea e, in particolare, i paesi che come l’Italia maggiormente dipendono dall’import di idrocarburi. E ora una nuova analisi del think tank danese Concito dimostra che, anche prima della crisi prodotta dal blocco dello Stretto di Hormuz, le famiglie europee avrebbero potuto ridurre in modo significativo le proprie bollette energetiche passando alle pompe di calore e ai trasporti elettrici.

L’entità dei risparmi varia da uno Stato membro all’altro in base ai prezzi locali dell’energia e alla domanda energetica delle famiglie, ma i risparmi sono significativi in tutti i Paesi europei selezionati ed esaminati dagli esperti. Una famiglia media Ue, si legge nel report, risparmierebbe 2.220 euro l’anno. Una italiana, restringendo lo sguardo in particolare sul nostro Paese, risparmierebbe 1.780 euro all’anno. Scrivono i ricercatori: «Queste stime si basano sugli ultimi prezzi dell’energia disponibili su Eurostat e riflettono quindi uno scenario pre-crisi. Di conseguenza, le stime possono essere considerate relativamente prudenti. I recenti picchi dei prezzi dei combustibili fossili non fanno che rafforzare la validità economica dell’elettrificazione e l’imperativo politico di proteggere i consumatori dagli shock dei prezzi. Nel nostro scenario che tiene conto dei recenti aumenti dei prezzi, il risparmio previsto sulla bolletta energetica derivante dal passaggio all’elettrificazione per una famiglia media dell’Ue sarebbe superiore del 59% rispetto allo scenario di base».