Il Dipartimento del Tesoro ha proceduto nuovamente contro l’italiana senza ulteriori motivazioni
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Francesca Albanese è nuovamente nella lista delle persone sanzionate dall’autorità Usa. Non un ripensamento ma un ribadire, da parte dell’amministrazione Trump, che negli Stati Uniti la relatrice speciale dell’Onu per la Palestina è considerata una persona da controllare. In conseguenza delle sanzioni, Albanese non può entrare nel territorio statunitense e non ha accesso nemmeno ai suoi conti bancari, quindi non ha facoltà di utilizzare le proprie carte di credito, potendosi affidare solamente ai contanti.Qualche mese fa, la famiglia della relatrice ha presentato una causa contro l’amministrazione Usa, sfruttando la cittadinanza americana di uno dei loro figli, benché ancora minorenne. A prendere in carico la causa è stato il giudice federale Richard Leon che, a distanza di alcuni mesi dall’istanza, 10 giorni fa ha dato ragione alla famiglia di Albanese, disponendo la sospensione delle sanzioni perché "proteggere la libertà di parola è 'sempre' nell'interesse pubblico". Il Dipartimento del Tesoro Usa, competente nel merito, ha recepito la decisione del giudice e rimosso Albanese dalle sue liste circa 7 giorni fa ma nelle scorse ore l’ha nuovamente inserita. Va sottolineato che la disposizione del giudice non era definitiva per l’amministrazione Usa, che immediatamente dopo la pubblicazione della sentenza aveva ribadito che si sarebbe trattato di una sospensione temporanea delle sanzioni.











