Il governo federale degli Stati Uniti ha inserito nuovamente Francesca Albanese nella lista delle persone sanzionate. La decisione, confermata nelle ultime ore dalle autorità statunitensi, riporta sotto restrizioni la relatrice speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati, finita nel mirino dell’amministrazione Trump per le sue durissime accuse contro Israele e per il sostegno alle iniziative della Corte penale internazionale sui crimini di guerra a Gaza.La mossa arriva pochi giorni dopo la revoca delle stesse sanzioni, avvenuta in seguito all’intervento di un tribunale federale di Washington. In quel caso il giudice aveva sospeso temporaneamente le misure ritenendo probabile una violazione del Primo Emendamento della Costituzione americana, cioè della libertà di espressione. Successivamente il Dipartimento del Tesoro aveva formalizzato la rimozione di Albanese dalla blacklist federale. Ma la Casa Bianca aveva chiarito subito che si trattava soltanto di uno stop provvisorio.Adesso un nuovo cambio di passo. Francesca Albanese è stata reinserita nell’elenco delle persone sottoposte a sanzioni da parte degli Stati Uniti, tornando così a essere soggetta alle pesanti limitazioni già imposte nei mesi scorsi: dal divieto di ingresso negli Usa al blocco dell’accesso ai servizi finanziari collegati al sistema bancario americano, fino alle restrizioni sulle transazioni internazionali. Albanese, giurista italiana e relatrice Onu dal 2022, era diventata uno dei bersagli principali della destra americana e del governo israeliano dopo aver denunciato pubblicamente la situazione umanitaria nei territori palestinesi e sostenuto le indagini della Corte penale internazionale.Nei mesi scorsi il segretario di Stato Marco Rubio aveva rivolto accuse durissime contro la funzionaria Onu, parlando di "antisemitismo", "sostegno al terrorismo" e "ostilità verso l’Occidente". Accuse che Albanese ha sempre respinto, sostenendo di aver agito esclusivamente nell’ambito del proprio mandato alle Nazioni Unite. Il reinserimento nella lista nera federale rischia di aprire un nuovo fronte legale e diplomatico. La precedente sospensione delle sanzioni aveva rappresentato una battuta d’arresto significativa per la linea della Casa Bianca, soprattutto perché il tribunale federale aveva lasciato intendere che le misure potessero configurarsi come una punizione politica legata alle opinioni espresse dalla relatrice Onu.
Francesca Albanese è di nuovo nella lista nera degli Stati Uniti: tornano le sanzioni contro la relatrice Onu sulla Palestina
Dopo la sospensione ordinata da un giudice federale e la temporanea rimozione dal registro del Tesoro americano, l’amministrazione Trump torna a colpire la funz










