L’ex dirigente dei servizi legali del Comune: "Per me è la fine di un incubo"Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciDopo l’assoluzione in appello dalle accuse di corruzione e turbativa d’asta, per Santo Gnoni, ex dirigente del servizio legale del Comune di Reggio, cade anche la contestazione del danno erariale mossa dalla Corte dei Conti. Lo hanno deciso gli stessi giudici contabili nella sentenza emessa il 18 febbraio scorso, ma depositata nei giorni scorsi. La vicenda oggetto del contendere era collegata al processo penale “Appaltopoli” in cui, secondo il procuratore generale (facente funzione) della Procura della Corte dei Conti Domenico De Nicolo, sarebbe emerso un danno erariale alle casse dell’ente di piazza Prampolini di 625mila euro. Dopo l’archiviazione "per mancanza di colpa grave" disposta ad ottobre del 2025 nei confronti dell’ex sindaco di Reggio Luca Vecchi (oggi capo di gabinetto del presidente della Regione Michele De Pascale) della sua Giunta e di cinque funzionari comunali, a doversi difendere dall’accusa di aver provocato quell’ammanco di denaro pubblico erano rimasti in due: Gnoni, oggi in pensione, e l’ex dirigente Roberto Montagnani (che oggi lavora in Comune a Modena), che rischiavano anche di dover restituire la somma. Entrambi escono invece “puliti” dalla vicenda giudiziaria che li vede coinvolti da anni. In dettaglio la Corte dei conti aveva allargato la lente sulla procedura del Comune relativa all’affidamento triennale del servizio di ripristino della sicurezza stradale dopo gli incidenti, che fu aggiudicata nel 2017 al consorzio Cisa, di cui l’autofficina Corradini faceva parte. Il servizio fu affidato ai Corradini in cambio di un accordo su una controversia per i crediti vantati dall’azienda verso il Comune per 2,7 milioni. Un gioco di compensazioni tra crediti e debiti (in cui era coinvolta anche l’Immobiliare Cinque Effe srl, società terza rispetto al contenzioso tra le parti, ma avente come rappresentante legale lo stesso Vincenzo Corradini), ritenuto dall’accusa illecito ai sensi del regolamento generale delle entrate tributarie del Comune di Reggio, nel testo allora vigente che risaliva al 1998. Nella sentenza della Corte dei conti i giudici sottolineano però in modo esplicito “l’assenza di un danno certo, effettivo ed attuale”.
‘Appaltopoli’, la Corte dei conti: "Nessun danno erariale". Gnoni viene ancora assolto
L’ex dirigente dei servizi legali del Comune: "Per me è la fine di un incubo"









