MondoSegui Domani su Google28 maggio 2026 • 06:00In South Carolina un gruppo di senatori conservatori si oppone alle manovre sulle mappe elettorali in vista del voto di novembre. E alle primarie in Texas la vittoria del trumpiano Paxton è l’ennesima forzatura del presidente per espellere voci indipendenti Il tentativo sistematico di Donald Trump di ridisegnare a proprio vantaggio i confini dei distretti elettorali della Camera per limitare i danni alle elezioni di midterm si è scontrato ancora una volta con la posizione contraria di settori del partito repubblicano. L’ultimo caso è avvenuto in South Carolina, dove l’iniziativa di “gerrymandering” – così è conosciuta la contestata pratica di ridisegnare i seggi per migliorare le proprie performance elettorali – si è arenata per l’iniziativa di tirPer continuare a leggere questo articoloSei già abbonato?Mattia FerraresiModenese, come tutti. Giornalista di Domani, scrive di politica estera e altre cose. È stato caporedattore per quattro anni. Ha lavorato per il Foglio e scrive per New York Times, Wall Street Journal, Boston Globe, Foreign Policy. Ultimo libro: I demoni della mente. Il racconto di un'epoca in cui non si ha fiducia in niente ma si crede a tutto (Mondadori)
Midterm, gli imbrogli di Trump sul voto. Ma ora anche i repubblicani si ribellano
In South Carolina un gruppo di senatori conservatori si oppone alle manovre sulle mappe elettorali in vista del voto di novembre. E alle primarie in Texas la vittoria del trumpiano Paxton è l’ennesima forzatura del presidente per espellere voci indipendenti













