Il candidato repubblicano al Senato in Texas è il procuratore generale dello stato Ken Paxton che, dopo aver ottenuto l’endorsement di Donald Trump, ha sconfitto il senatore in carica John Cornyn. Il presidente americano ha ribadito il suo potere sul Partito repubblicano: nel giro di due settimane, ha rimodellato le candidature al Congresso, liberandosi dei più critici e promuovendo i fedelissimi. Ma se il senatore Bill Cassidy e il deputato Thomas Massie, recentemente estromessi dalla vendetta trumpiana, erano i “nemici” dell’Amministrazione, lo stesso non si può dire di Cornyn, che aveva rimarcato durante la sua campagna di aver votato le proposte di Trump il 99 per cento delle volte. Nel tentativo di entrare nelle grazie di Trump, aveva addirittura promesso di intitolargli un’autostrada. Ma non è bastato, perché aveva commesso lo sgarbo capitale, quando il 6 gennaio del 2021, aveva certificato la vittoria alle elezioni di Joe Biden e nel 2024 aveva dichiarato: “Il tempo di Trump è finito”.Al contrario, Paxton è rimasto indefesso fedele a Trump, ha citato in giudizio gli stati in bilico nel tentativo di ribaltare gli esiti dell’elezione di Biden, è salito sul palco del comizio che Trump ha tenuto il 6 gennaio prima dell’attacco dei suoi sostenitori al Campidoglio ed era uno dei soli due politici presenti all’annuncio della nuova candidatura del tycoon a presidente nel 2022, quando molti esponenti repubblicani lo davano per finito. La carriera di Paxton, però, è costellata di scandali, tra cui un impeachment per corruzione e abuso d’ufficio votato dai deputati del suo stesso partito alla Camera statale del Texas (e da cui è stato assolto in Senato). Secondo un editoriale del Wall Street Journal, però la sua vittoria non è affatto una brutta notizia per il Partito democratico e per i moderati repubblicani. Sui temi economici, Paxton condivide un populismo anti business con i democratici più radicali e da procuratore generale aveva intentato molte cause contro grandi aziende.Nelle prime due ore dopo la sua nomina, il suo sfidante, il democratico James Talarico, ha ottenuto 600 mila dollari in donazioni, mentre Paxton ha raccolto pochi fondi durante le primarie, meno dei 20 milioni che si era prefissato: il partito dovrà intervenire, spendendo molti soldi in Texas, che, se avesse vinto Cornyn, sarebbero stati destinati ad altre sfide in bilico. La paura dei repubblicani è che si riproponga lo stesso schema delle midterm di quattro anni fa: la vittoria alle primarie di candidati estremi vicini a Trump, poi rigettati alle urne dagli elettori indipendenti.
In Texas, Trump fa vincere il suo Paxton. Ma non è detto che questa sia una buona notizia per lui
Dal populismo anti business ai molti soldi che il partito dovrà spendere per via dei pochi fondi raccolti durante le primarie dal fedelissimo del presidente. Cosa cambia per il Partito democratico e per i moderati repubblicani











