di
Mario Platero
Grazie alla vittoria di Paxton, il presidente dimostra di avere ancora controllo sulla politica interna del Paese e sul movimento MAGA in difficoltà
NEW YORK – Nel suo momento peggiore, stretto tra una guerra che non si risolve, un’inflazione al galoppo, indici di gradimento ai minimi storici, prezzi del carburante al distributore che scontentano tutti, Donald Trump ha mostrato una volta di più artigli affilati in politica interna, portando alla vittoria un suo candidato alle primarie texane, Ken Paxton, personaggio quanto meno discutibile sul piano morale. La scelta del candidato meno trasparente solo perché gli ha dimostrato lealtà assoluta accompagnata dall'annuncio solo nell’ultima settimana, ha letteralmente rivoluzionato il voto. E dimostra quanto questo Presidente abbia ancora il pieno controllo di un movimento MAGA in difficoltà, che trova ancora soltanto in lui – nonostante i dubbi sulla guerra in Iran e ben al di là del giudizio morale - l’elemento unificante. Ma per la Casa Bianca non sarà tutto rose e fiori.
Questa vittoria alle primarie solo per una soddisfazione personale del Presidente potrebbe trasformarsi in una vittoria di Pirro al voto decisivo a novembre. Contro Paxton infatti ci sarà il candidato democratico cristiano e buonista James Talarico, un ex seminarista di 36 anni che ha travolto l’opinione pubblica texana. Potrebbe davvero vincere, soprattutto contro Paxton, accusato di corruzione e immoralità, in un confronto che si trasformerà in una battaglia tra il diavolo e l’Acqua Santa. E se Talarico dovesse vincere, l’umiliazione per i repubblicani texani, ma anche nazionali, e per la Casa Bianca sarà assoluta visto che è da 32 anni che in un voto che riguarda l’intero stato non vince un democratico. A conforto di questa sensazione di cambiamento epocale possibile e di quanto Trump a volte pur di soddisfare il suo ego possa esprimere scelte autodistruttive, oggi, prima ancora del confronto diretto, i sondaggi danno vincente Talarico con un percentuale del 44% contro un 42% di Paxton. Una differenza staticamente irrilevante, ma se l’avversario fosse stato Cornyn i sondaggi mostravano un pareggio.










