VENEZIA - L’intesa era nell’aria, ora è anche sulla carta. La veneziana Alkeemia (ex Fluorsid) e l’australiana International Graphite hanno firmato un accordo vincolante di joint venture per la realizzazione di un centro europeo per la lavorazione della grafite. Una delle materie prime cosiddette “critiche”, ovvero quei materiali essenziali non solo per costruire le tecnologie di uso quotidiano - dagli smartphone alle auto elettriche - ma soprattutto per produrre energia pulita. Con questo passo, appare via via più concreto il progetto che vede Marghera come nuovo hub europeo per le materie critiche.

STRUTTURA E OBIETTIVI La joint venture sarà partecipata da Alkeemia al 51% e da International Graphite al 49%, con una condivisione degli utili al 50%. La prima nasce nel 2018 a seguito dell’acquisizione del ramo d’azienda chimico di Solvay da parte del gruppo italiano Fluorsid. Inizialmente nota come Fluorsid Alkeemia, e specializzata nella produzione di acido fluoridrico e fluoroderivati, nel 2021 è interamente passata sotto il controllo del fondo inglese Blantyre Capital. Nel 2024 ha realizzato 57 milioni di fatturato, con 120 dipendenti. La seconda, invece, è una società mineraria australiana di materie prime critiche, focalizzata sulla produzione di grafite e materiali per anodi, destinati al mercato delle batterie al litio e alla transizione energetica. Obiettivo della joint venture è sviluppare il sito veneziano di lavorazione della grafite. E così, gli australiani mettono sul piatto i soldi (l’investimento iniziale, si apprende, sarà di 20 milioni di euro), mentre Alkeemia fornisce la capacità produttiva. Da notare che gli 80 milioni di investimenti stanziati negli ultimi quattro anni (e altri 100 sono previsti nei prossimi cinque), hanno permesso di creare un impianto altamente tecnologico, oggi in fase di ultimazione. Si partirà (entro la fine del 2027) da 10mila tonnellate annue, destinate a crescere fino a 15mila nell’arco di tre anni. Con un progressivo aumento del personale. «Stiamo ultimando la nuova linea produttiva dedicata al processing (la lavorazione, ndr) della grafite e questa joint venture rappresenta un’accelerazione concreta del nostro percorso industriale», afferma Lorenzo Di Donato, amministratore delegato di Alkeemia. «L’accordo - sottolinea l’assessore regionale allo sviluppo economico Massimo Bitonci - rappresenta un passaggio concreto e strategico che conferma la validità della visione che la Regione del Veneto sostiene da tempo: fare di Marghera un grande polo europeo per le materie prime critiche, la loro trasformazione industriale e lo sviluppo delle filiere energetiche e produttive del futuro». In ballo c’è anche la candidatura di Marghera - scelta non casuale, considerata la sua conformazione logistica e la presenza della Zona logistica semplificata - come primo sito europeo di stoccaggio delle terre rare. LA VISIONE In tale scenario, quello di Alkeemia, che prende il nome di “Alkeemia PureGraph”, è uno dei due progetti veneziani tra i sette approvati dal Comitato interministeriale per la transizione ecologica (Cite), ora al vaglio della Commissione Europea, nell'ambito della seconda chiamata (la prima selezione si era svolta l’anno scorso) per progetti strategici, prevista dal Regolamento sulle materie prime critiche (il Critical raw materials act, Crm). L’altro progetto è “9PV-up” di 9-Tech, startup innovativa specializzata nello sviluppo di tecnologie e impianti per il riciclo di rifiuti elettronici e, in particolare, pannelli fotovoltaici.