Prendere le scorie della grafite rimasta dallo stampo del tappo della Nutella o da quello degli omini di una squadra di Subbuteo, e usarle per creare una matita che scrive sempre, "Perpetua". Rivestire quella grafite con un design inconfondibile, tanto da vincere una sorta di Oscar internazionale e da meritare, poi, l'esposizione permanente al Museo d'Arte Moderna di New York. Ma anche prendere le scorie di carta, plastica, tessuti, gomma, metalli e farne oggetti sempre più ricercati e originali. Inventarsi, quasi, l'arte di far rivivere ciò che molti buttano e trasformarlo in simbolo. È anche questa la rivincita della figlia del generale che era una nuotatrice di valore nazionale, ma nella famiglia di un alto ufficiale era vietato perdere. Che voleva fare la veterinaria, ma non era mestiere adatto a una donna. Che vendeva libri, ma cosa avrebbero detto in caserma se lo avessero saputo? Che, infine, si è "riciclata" con un gruppo di donne e si è rivelata originale, tenace e vincente. Proprio come la figlia di un generale. Susanna Martucci, veronese, 67 anni, è la titolare di "Alisea", l'azienda di Vicenza che crea e progetta oggetti di design di uso comune utilizzando scarti di lavorazione. La società ha 12 dipendenti e 4 consulenti fissi; fattura due milioni di euro. Per la confezione si appoggia esclusivamente a cooperative sociali del territorio, inclusive di ogni tipo di disabilità. Soltanto per le matite occorre infilare più di 200 mila piccoli elastici ogni anno. Susanna è sposata con Gianni Fortuna, 66 anni, di Caldogno, abitano in via Angelo Fortuna, che era un eroe della Grande Guerra. La via non ha il numero civico 17, lo salta. Tre figli: Giulia, Alessandro e Alice, 33, 31 e 29 anni. Hanno scelto altre strade.