Faremo l’amatriciana con l’ocra al posto del guanciale, mangeremo i carciofi a Natale invece che a Pasqua, gli gnocchi avranno la manioca nell’impasto, mentre la vignarola no, quella non si potrà più servire. Nella cucina di Villa Medici a Roma, una giovane chef francese sta studiando come cambierà – ed è già cambiata – la cucina romana nel 2100 inseguito ai cambiamenti climatici.

Valentine Desmoulins, 32 anni, chef di provata esperienza in ristoranti stellati parigini, è in residenza di sperimentazione e creazione culinaria nella prestigiosa Accademia di Francia di Villa Medici. Il suo progetto di ricerca indaga le trasformazioni degli ingredienti e di conseguenza delle pratiche e dei gesti culinari nei prossimi decenni, a cui tutti dovremo adattarci. Alla fine, ne farà un libro di ricette che si intitolerà Le Carnet romain des ricettes de la fin du siècle.

Chef Desmoulis, perché ritiene importante indagare gli effetti del clima sulla cucina?

La mia cucina è molto connessa a ciò che mi circonda, ai prodotti locali, a quello che in Francia chiamiamo terroir. Mi sono chiesta come l’idea di terroir, che anche in Italia è molto radicata, si adatterà al cambiamento climatico. Con l’aumento delle temperature cambieranno le stagioni e il calendario di produzione in campagna sarà in movimento. Per noi in cucina significa nuove opportunità di combinare ingredienti: avremo i carciofi nella stessa stagione degli agrumi, e già i carciofi hanno sostituito i cardi.