Riccardo Ricciardi, capogruppo alla camera del Movimento 5 Stelle, è reduce dalla conferenza dei capigruppo nel corso della quale la maggioranza ha provato la forzatura sulle modifiche alla legge elettorale. Con lui parliamo del voto amministrativo di domenica e lunedì scorsi e della situazione politica alla luce di questi risultati.
Sono davvero mancati i vostri voti al centrosinistra in questa tornata elettorale?
Mi pare sia una lettura strumentale. Non si può fare un discorso generale su questo voto amministrativo. I territori vanno analizzati in maniera specifica. Sono 18 anni che faccio campagne elettorali per il M5S e dopo ogni voto locale viene celebrata la nostra crisi. Poi di solito alle politiche il nostro risultato stupisce, ma stupisce solo quelli che non ci conoscono.
Pesa soltanto la storica fatica del M5S alle comunali?
Prima che si tenesse il referendum sulla riforma costituzionale abbiamo sentito un deputato di Fratelli d’Italia dire tranquillamente davanti alle telecamere che bisognava muovere le proprie clientele. Nei comuni purtroppo si fa spesso così e se volessimo raggiungere dappertutto il 10% candideremmo i signorotti locali. Ma non lo facciamo perché la nostra idea di politica è un’altra.









