Dopo i risultati delle comunali, Via della Scrofa starebbe già ragionando su come allargare al centro la partita per Roma e Milano del prossimo anno. E da Azione arrivano i primi paletti
Per Azione quando si parla di alleanze il punto non è solo con chi. È anche quando. Se davvero il centrodestra, in primis Fratelli d’Italia e Forza Italia, vuole aprire un canale con il partito di Carlo Calenda in vista delle prossime comunali di Roma e Milano, una delle condizioni politiche da sciogliere, spiegano a Open, riguarda il calendario: no all’election day con le Politiche.
L’idea di accorpare il voto amministrativo con quello nazionale, che sta prendendo quota a destra, viene vista dai centristi di Azione come fumo negli occhi. Tra i parlamentari se ne parlano quasi come una precondizione a qualsiasi futuribile intesa. Alle Politiche correranno da soli, su questo, spiegano, non ci sono dubbi. Alle comunali, invece, ci si continuerà a muovere secondo la linea già sperimentata in questa tornata: alleanze città per città, senza automatismi, guardando ai singoli candidati, ai programmi e alla composizione delle coalizioni.
È questo il punto che emerge nelle ore in cui Fratelli d’Italia starebbe già ragionando sulle sfide del prossimo anno nelle grandi città come Roma e Milano, guardando al centro calendiano per allargare il perimetro. In Azione, però, c’è chi minimizza. «È un dibattito inesistente: dove, come, con chi?», tagliano corto. Ma poi spiegano a Open: prima dei nomi e delle formule, c’è un problema politico. Se le comunali venissero celebrate insieme alle Politiche, Carlo Calenda non avrebbe interesse a presentarsi agli elettori dentro schemi locali schiacciati sui due poli nazionali. Se invece il voto amministrativo restasse separato, il margine di manovra, ammettono, sarebbe più ampio.









