Le chat svelate da Domani rivelano il malcontento crescente della base di FdI verso la politica del piede in due scarpe che ha caratterizzato l’intera legislatura di Giorgia MeloniOgni volta che si mette il naso dentro gli ambienti privati della destra italiana, che, come noto, non ha mai fatto davvero i conti col passato fascista, come dimostrano le acrobazie retoriche di Ignazio La Russa in questi giorni di celebrazione dell’ultra antisemita Almirante, vengono fuori i vecchi altarini, in cui è ben presente l’iconografia dell’ebreo manovratore, astuto, manipolatore, virus da estirpare dal corpo sociale dell’antisemitismo razziale del secolo scorso. Ma sarebbe un’estrema Per continuare a leggere questo articoloSei già abbonato?davide assaelNato a Milano nel 1976, si laurea con lode in Filosofia teoretica sotto la guida di Carlo Sini, per poi approfondire i suoi studi teologici a Ginevra. Dopo aver svolto attività di ricerca e di organizzazione culturale per importanti fondazioni, ha fondato l’Associazione Lech Lechà, per una filosofia relazionale, di cui è anche presidente. Oggi è voce della trasmissione di RaiRadio3 "Uomini e profeti", docente di Geopolitica delle religioni all’Università di Verona e tiene il corso di Fondamenti del pensiero ebraico per la FIEP, Federazione italiana per l’ebraismo progressivo. Le sue ricerche si svolgono sul crinale biblico-filosofico.
L’antisemitismo è la polvere sotto il tappeto della destra
Le chat svelate da Domani rivelano il malcontento crescente della base di FdI verso la politica del piede in due scarpe che ha caratterizzato l’intera legislatura di Giorgia Meloni











