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La sede di Montecarotto
Ancona, 27 maggio 2026 – Il futuro della Moncaro ricomincia a scriversi a partire da Montecarotto, ma la partita per la salvezza dello storico patrimonio vitivinicolo marchigiano resta aperta e complessa. La prima asta ha registrato un punto di svolta fondamentale: la cantina di Montecarotto è stata ufficialmente venduta, aggiudicata alla neonata cooperativa Uve Unite, e anche alcuni lotti dei vigneti sono stati assegnati positivamente. Restano invece ancora invenduti gli altri due poli strategici del gruppo, ovvero le cantine di Acquaviva Picena e di Camerano, per le quali si dovrà procedere con nuove aste. Sulla vicenda e sugli scenari futuri è intervenuto il presidente di Cia Marche, Alessandro Taddei, esprimendo soddisfazione per il primo traguardo ma mantenendo alta l’attenzione sulle tappe successive. “Noi, come Cia – ha ricordato il presidente Taddei - abbiamo sempre seguito il caso Moncaro perché molti dei soci conferitori della cooperativa erano nostri associati. Ci sembrava doveroso seguire tutte le dinamiche della vicenda per cercare di tutelare al massimo i nostri agricoltori, ma anche perché volevamo preservare una continuità aziendale e, di conseguenza, difendere un territorio e un patrimonio viticolo che per quell’area rappresentano qualcosa di fondamentale. Appena abbiamo saputo della nascita di Uve Unite siamo stati contattati per aiutare a convincere anche i soci, perché arrivavamo da un anno veramente difficile. Noi abbiamo sempre appoggiato questa iniziativa, perché Uve Unite nasceva come cooperativa con la missione di tutelare, da una parte, il patrimonio viticolo e, dall’altra, una realtà che per quel territorio è importantissima. Inoltre, lasciare tutto abbandonato a sé stesso avrebbe probabilmente aperto la strada a grosse speculazioni sui prezzi dell’uva. Una zona così importante per la viticoltura rischiava degrado, estirpazioni e abbandoni. Per noi, quindi, cercare di garantire una continuità aziendale è sempre stata la parola d’ordine, anche durante gli incontri con i due liquidatori. Siamo arrivati fino a Roma pur di cercare di tutelare i nostri agricoltori”. Un ruolo attivo e propositivo, quello di Cia Marche, che ha scelto di muoversi in sinergia con le altre realtà del comparto per un obiettivo comune. “Pur sapendo che si tratta di una cooperativa e che il nostro ruolo riguarda soprattutto i soci conferitori, mentre altre associazioni hanno il compito diretto di tutelare la cooperativa stessa, noi ci siamo sempre messi al loro fianco e abbiamo sempre lavorato insieme – ha spiegato Taddei –. Ci fa molto piacere il risultato ottenuto da Uve Unite, perché era esattamente ciò che speravamo. È sicuramente un’ottima notizia quella arrivata questa mattina: il fatto che la prima asta sia andata a buon fine rappresenta un ulteriore segnale positivo per quell’area produttiva che, in qualche modo, è il simbolo del Verdicchio delle Marche. Come Cia, questo ci rende davvero soddisfatti”. Il quadro complessivo, tuttavia, necessita ancora di risposte per gli altri territori coinvolti dalla crisi della maxi-cooperativa. “Ora attendiamo gli sviluppi successivi – ha concluso il presidente di Cia Marche –. So che i lotti dei vigneti sono stati assegnati positivamente. Speravamo che, grazie ai nuovi interventi di ristrutturazione e alla sistemazione della cantina di Acquaviva Picena, quella realtà risultasse ancora più appetibile. Purtroppo, al momento, non ci sono offerte né per Acquaviva né per Camerano. Anche lì bisognerà lavorare, perché Camerano rappresenta una realtà molto importante legata al Rosso Conero. Dobbiamo fare in modo che anche questo patrimonio non venga disperso. Noi ci mettiamo a disposizione affinché un’altra realtà fondamentale del territorio marchigiano possa continuare a esistere. Adesso aspettiamo eventuali novità anche per le altre due realtà. Mi fa piacere vedere questo segnale positivo, soprattutto perché stiamo vivendo un periodo non semplice non solo per il vino, ma per tutta l’agricoltura. Tra il crollo dei prezzi del grano, una situazione economica che non sta funzionando come dovrebbe e, purtroppo, anche le difficoltà create dai dazi introdotti dagli Stati Uniti d’America, che hanno messo in crisi molte esportazioni, il momento resta complicato. Speriamo però che il settore possa riprendersi e tornare a dare slancio e lustro ai territori marchigiani. Noi accogliamo questa notizia con grande favore e, come Cia, facciamo a Uve Unite un grande in bocca al lupo. Saremo sempre al loro fianco per qualsiasi necessità”.






