È stata una tappa complicatissima per Pellizzari che è arrivato al traguardo stremato, mollando la presa prima della salita di Carì: “Non ho le gambe, per me finisce qui”

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L'arrivo a Carì è stato difficoltoso per Giulio Pellizzari che è stato il grande deluso della 16esima tappa del Giro d'Italia, corsa tutta in territorio svizzero. È arrivato al traguardo come 49esimo e con un ritardo di 18 minuti rispetto al vincitore Vingegaard, un distacco troppo elevato che ha fatto scattare l'allarme: sono state gettate ombre sul comportamento della Red Bull: appena hanno cominciato ad attaccare si è staccato ed è stato lasciato indietro, a differenza dell'altro capitano Hindley che invece è arrivato terzo.

All'arrivo al traguardo si è vista tutta la sua amarezza, ma la scena più sconfortante l'ha raccontata il DS del team, Christian Pömer. Alla Gazzetta dello Sport ha rivelato che il ciclista italiano non era in condizioni ottimali ma nessuno lo sapeva e via radio ha gettato la spugna chiedendo a tutti di lasciarlo lì nel momento più difficile. La delusione di Pellizzari Prima della sfortunata tappa svizzera il marchigiano era sesto nella classifica generale con qualche speranza di risalita, vista l'ottima prova in Valle d'Aosta. È sprofondato al 19esimo posto dopo una prestazione disastrosa, condizionata da una condizione fisica non ottimale come ha raccontato alla Rai, dove ha sottolineato che farà da gregario all'altro capitano: "C'è Hindley per il podio e daremo di tutto per portarcelo. Una vittoria di tappa? Con queste gambe è difficile". Una dichiarazione amara che fa il paio con i 18 minuti di ritardo da Vingegaard, un'eternità.