di
Simone Dinelli
Il racconto degli amici dei colleghi: l'azienda florovivaistica della famiglia e le mille passioni del giovane vittima della tragedia alla Co.Ra Srl. Aperto un fascicolo per omicidio colposo
«Un ragazzo solare, educato, dolce e gentile». Quante volte, dopo morti violente e improvvise, si sono lette o sentite cose del genere su giovani persone strappate alla vita da un incidente. Eppure, andando in profondità nella breve vita di Giacomo Pucci, l’operaio di 30 anni di Pescia (in provincia di Pistoia) deceduto martedì mattina in un tragico incidente sul lavoro all’interno dell’azienda per cui lavorava da circa 5 anni ad Altopascio (in provincia di Lucca), i racconti e i ricordi da parte di amici, colleghi e familiari che emergono sono proprio quelli. Un ragazzo perbene, cresciuto in una famiglia stimata e benvoluto da tutti.
Giacomo abitava fuori Pescia, in una località nota come Macchie di San Piero. Una zona poco abitata, con tanto verde attorno, ideale per camminate all’aria aperta e uno stile di vita rilassante. Assieme a lui, la mamma Luisa, papà Maurizio e Lorenzo, il fratello maggiore: a Pescia i Pucci sono molto conosciuti perché da generazioni gestiscono e portano avanti una florida attività florovivaistica. Già, le piante ornamentali, un simbolo da queste parti dove la loro coltivazione e commercializzazione rappresenta un’autentica eccellenza rinomata in tutta Italia.







