Garlasco (Pavia), 27 maggio 2026 - Concorda sull'aggressione conclusiva sulle scale per gli ultimi colpi risultati letali, non con il successivo ritorno dell'aggressore per osservare il corpo dall'alto. La relazione tecnica di Bloodstain pattern analysis (Bpa, analisi delle tracce di sangue) di Armando Palmegiani, una delle cinque consulenze depositate dalla difesa dell'indagato Andrea Sempio come contro-deduzioni rispetto ai lavori dei consulenti della Procura (nel caso specifico del comandante del Ris di Cagliari, colonnello Andrea Berti) propone per la dinamica dell'omicidio di Chiara Poggi a Garlasco, quel tragico lunedì mattina del 13 agosto 2007, "una lettura alternativa e critica rispetto ad alcune ricostruzioni precedenti". E proprio concordando con la 'novità' degli ultimi colpi mortali inferti sulle scale (contrastata invece dal consulente della famiglia Poggi, Dario Redaelli).

Andrea Sempio e a destra la ricostruzione del Ris di Cagliari su come si sarebbe formata l'impronta 33 sul muro

"Nella fase conclusiva - scrive Palmegiani - il corpo di Chiara Poggi sarebbe stato gettato o 'semi-accompagnato' nel vano delle scale". In contrasto con le conclusioni del Ris di Cagliari, Palmegiani tende a "escludere che si sia trattato di un mero scivolamento iniziale lungo la rampa. La testa avrebbe raggiunto il terzo gradino e, in quella posizione, la vittima sarebbe stata colpita nella regione occipitale sinistra da almeno quattro colpi consecutivi, con un mezzo meccanico compatibile con un martello e con andamento da sinistra verso destra rispetto alla prospettiva di chi scende".