La consulenza firmata da Armando Palmegiani per la difesa di Andrea Sempio fornisce una diversa ricostruzione del delitto di Garlasco rispetto a quella formulata dalla procura di Pavia. Secondo l’accusa, dopo aver ucciso Chiara Poggi il killer si sarebbe lavato le mani nel lavandino della cucina e sarebbe poi tornato nel vano scale per controllare la vittima, lasciando sul muro l’ormai famosa “impronta 33“. Secondo la difesa di Sempio invece, il killer non sarebbe andato in cucina ma in bagno, dove avrebbe usato un asciugamano per pulire le mani e per avvolgere l’arma del delitto. E non sarebbe ritornato nel vano scale.

Garlasco, la consulenza Palmegiani per la difesa di Andrea Sempio

Cosa non quadra secondo il consulente della difesa

La ricostruzione alternativa dell'omicidio

Garlasco, la consulenza Palmegiani per la difesa di Andrea SempioLunedì 25 maggio il team difensivo di Andrea Sempio ha depositato in procura a Pavia cinque consulenze con una serie di contro-deduzioni rispetto ai lavori dei consulenti dell’accusa.Tra queste c’è una relazione tecnica sulla bloodstain pattern analysis (Bpa, analisi delle tracce di sangue) firmata da Armando Palmegiani, esperto di scena del crimine incaricato dalla difesa di Sempio.ANSAPalmegiani contesta la ricostruzione del delitto di Garlasco fatta dagli inquirenti, proponendo una diversa dinamica dell’omicidio.Le due versioni concordano su molti aspetti, compreso uno degli elementi di novità emersi nell’indagine, gli ultimi colpi letali inferti a Chiara Poggi sulle scale. Ma differiscono su cosa abbia fatto l’assassino dopo l’omicidio.Cosa non quadra secondo il consulente della difesaUno dei punti chiave delle accuse della procura di Pavia nei confronti di Sempio è la dinamica del delitto diversa da quella indicata nella sentenza di condanna di Alberto Stasi.Secondo i pm, il killer avrebbe inferto gli ultimi, letali colpi a Chiara Poggi sulle scale che portano in cantina.Quindi sarebbe andato in cucina per lavarsi le mani nel lavandino, per poi tornare nel vano scale per controllare la posizione della vittima.