L'IA nei controlli fiscali? "Non corrisponde al vero" Un capitolo a parte, ma neanche del tutto separato, è quello di "Vera". O meglio Ve.R.A., acronimo di Verifica rapporti addestrata. Si tratterebbe di un sofisticato sistema di intelligenza artificiale che riuscirebbe a elaborare in pochissimi secondi una miriade di dati, a cui attinge avendo accesso all'Archivio dei rapporti finanziari (bonifici, spese, acquisti con carta e bancomat di beni di lusso), alle dichiarazioni dei redditi, al registro del Catasto e alla fatturazione elettronica. Una capacità di elaborazione impensabile fino a pochissimi anni fa. Confrontando poi i risultati ottenuti da Vera con quelli del data scraping, gli agenti del fisco potrebbero rilevare il divario tra il reddito dichiarato ufficialmente e l'effettivo tenore di vita dei contribuenti. Condizionali in questo caso d'obbligo dato che l'Agenzia delle entrate ha smentito categoricamente anche l'utilizzo dell'IA: "Non corrisponde al vero che esista un algoritmo denominato Verifica rapporti addestrati. L'Agenzia delle entrate agisce nel pieno rispetto delle norme in materia di trattamento dei dati personali e della legge n. 132/2025, che proibisce l'utilizzo di sistemi di intelligenza artificiale per la creazione di provvedimenti amministrativi".